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“Tutto è cambiato”: basi militari USA all’estero ora indifese

© AFP 2021 / Roslan RahmanIl cacciatorpediniere USA Stethem
Il cacciatorpediniere USA Stethem - Sputnik Italia, 1920, 09.06.2021
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I militari americani sparpagliati per il mondo intero non si sentono più al sicuro.
Gli esperti del Center for Strategic and Budgetary Assessments (CSBA) sostengono che le basi militari all’estero siano estremamente vulnerabili in caso di potenziali attacchi. Russia e Cina potrebbero senza problemi penetrare la loro difesa, pertanto gli americani devono dotarsi di sistemi di armamenti totalmente differenti. Sputnik vi presenta nel dettaglio le conclusioni e le raccomandazioni emessa dal CSBA.
Vulnerabilità critica
Gli americani oggi dispongono di oltre 800 basi militari. Dal 1945 la maggior parte di queste sono state considerate sicure e poco vulnerabili. Il Pentagono ha da sempre considerato una minaccia rilevante i singoli attacchi di missili da crociera o balistici posti in essere da Stati canaglia come la Corea del Nord e l’Iran. Tuttavia, gli esperti del CSBA sono stati costretti ad ammettere che gli attuali sistemi di difesa contraerea sono insufficienti per respingere un attacco cinese o russo.
“Il sistema difensivo delle nostre basi all’estero non è in grado di affrontare un gran numero di missili o di droni”, si legge nel rapporto del CSBA. “Oggi facciamo affidamento essenzialmente su sistemi di difesa contraerea e antimissilistica creati negli anni della Guerra fredda, mentre i nostri possibili avversari hanno conseguito importanti progressi nell’ammodernamento dei loro sistemi di attacco”.
Gli esperti osservano che la Cina dispone di 1.200 missili balistici di corto raggio e 200-300 munizioni in grado di raggiungere un secondo obiettivo nel Mar cinese meridionale. Inoltre, Pechino vanta anche 1.000 missili da crociera trasportati via terra di gittata non inferiore a 1.500 km. Infine, una importante minaccia per le basi americane è costituita dalla flotta di bombardieri strategici cinesi H-6 e a tendere anche dai velivoli stealth H-20 che saranno in grado di infliggere attacchi anche sul territorio statunitense.
© AP Photo / Shao Jing/Xinhua Caccia cinese Su-30 e bombardiere cinese H-6K
Caccia cinese Su-30 e bombardiere cinese H-6K - Sputnik Italia, 1920, 09.06.2021
Caccia cinese Su-30 e bombardiere cinese H-6K
Mosca, invece, rappresenta una minaccia per le basi del Pentagono dislocate in Europa. La Russia dispone di un ampio arsenale di armi nucleari tattiche, di sistemi balistici di corto raggio Iskander-M, di numerosi missili da crociera trasportati via terra, aria e mare. Washington, nello specifico, teme i nuovissimi sistemi russi ipersonici di assalto.
Tutto puntato sui droni
La difesa delle basi militari statunitensi si basa sui sistemi difensivi Patriot e sui sistemi antimissilistici THAAD, in grado di distruggere qualsivoglia obiettivo aerodinamico e balistico. Per le aree più prossime vengono utilizzati i sistemi norvegesi NASAMS e i sistemi Phalanx. Tuttavia, la loro efficacia è dubbia.
Ad esempio, i Patriot venduti all’Arabia Saudita si sono dimostrati più volte inutili contro i droni degli Huthi yemeniti. Inoltre, gli americani non sono riusciti a respingere gli attacchi missilistici iraniani sulla loro base irachena nel gennaio del 2020 dopo l’omicidio del generale Qasem Soleimani.
Il sistema Patriot - Sputnik Italia, 1920, 08.05.2020
USA ritirano i Patriot dall’Arabia Saudita – WSJ
Ne deriva che, per difendere le basi militare dagli attacchi di avversari comparabili agli USA per risorse a disposizione, è necessario elaborare e implementare un sistema di difesa antimissilistica multi-strato che applichi diverse tecnologie strategiche. Decine di droni interconnessi e dotati di potenti sensori intercetteranno in modalità autonoma le possibili traiettorie dei missili da crociera, monitoreranno gli obiettivi balistici e trasmetteranno i dati ad altre piattaforme.
Un altro tema importante per la difesa sono i caccia e i droni vettori di missili intercettori di ampio raggio aria-aria. Il loro compito è intercettare obiettivi balistici e distruggere i missili da crociera in avvicinamento. Parte dei droni sarà equipaggiata con laser a combustibile solido di potenza compresa tra 100 e 150 kW i quali saranno in grado di colpire velivoli nel loro campo visivo.
Vantaggio economico
Si prevede che proprio gli armamenti funzionanti in base a questi nuovi principi fisici consentiranno agli americani di difendere le proprie basi integrando le facoltà dei sistemi di difesa contraerea e antimissilistica esistenti. Entro il 2022 il Pentagono riceverà i primi esemplari di laser terrestre da 300 kW.
Questo laser sarà potente a sufficienza per consentire di distruggere droni e missili da crociera e, a tendere, anche velivoli guidati. Inoltre, questo strumento sarà anche più conveniente dei tradizionali sistemi di difesa. Il costo di un Patriot si aggira intorno ai 5 milioni di dollari, mentre un cannone laser costa soltanto 100 dollari.

Entro il 2024 faranno il loro ingresso nell’esercito statunitense i cannoni microonde THOR (Tactical High Power Operational Responder) i quali sono in grado di generare un potente impulso elettromagnetico. Questo mezzo consentirà di contrastare efficacemente gli sciami di piccoli droni e missili da crociera mandando fuori uso i loro complessi sistemi tecnologici.

Infine, ultima componente di rilievo della difesa sono i semoventi M109 per i quali viene prodotto un HVP (Hyper-Velocity Projectile) ipersonico ad hoc. Questa versatile munizione può essere in realtà impiegata anche su obiettivi aerei generando di fronte ai missili spesse coltri di residui metallici.
Secondo gli esperti del CSBA, questa configurazione dei sistemi di difesa delle basi statunitensi all’estero sarò in grado di difendere in maniera sicura i militari con un raggio di circa 460 km. Tuttavia, ancora non esiste un sistema di difesa contraerea impossibile da penetrare anche soltanto congestionando i suoi sistemi di intercettazione. E per fare questo è necessario soltanto utilizzare più missili di quanti l’avversario è fisicamente in grado di abbattere.
La posta che gli USA hanno messo sui cannoni laser terrestre e sulle armi a microonde appare logica. Tuttavia, questi sistemi di difesa sono ancora in fase di elaborazione e non è nota ancora una data entro la quale vedranno la luce i primi esemplari.
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