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Trump via Telegram invita altri paesi a unirsi alla Nigeria nel vietare Twitter

© REUTERS / Leah MillisПрезидент США Дональд Трамп
Президент США Дональд Трамп - Sputnik Italia, 1920, 09.06.2021
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L'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha espresso sostegno alla sospensione di Twitter in Nigeria e ha invitato altri paesi a seguire l'esempio.
Sabato, il governo nigeriano aveva emesso un avviso di sospensione a tempo indeterminato per Twitter per presunto utilizzo della piattaforma per attività che minacciano l'unità del Paese. La mossa era seguita alla decisione dello stesso social di rimuovere un post del presidente nigeriano Muhammadu Buhari che minacciava di punire i responsabili dei recenti attacchi agli uffici elettorali e alle stazioni di polizia e faceva riferimento alla guerra civile degli anni '60 che uccise 1 milione di persone.
Buhari ha affermato che Twitter non è riuscito a comprendere i problemi acuti che il Paese deve affrontare.
Bannato a sua volta dai principali social occidentali, Trump si è rivolto a Telegram, il servizio di messaggistica istantanea e broadcasting con sede a Dubai fondato dall'imprenditore russo Pavel Durov, per condividere i suoi pensieri sulla decisione della Nigeria e riflettere sul ruolo delle piattaforme di social media e sul diritto alla libertà di opinione e di espressione.
“Complimenti alla Nigeria, che ha appena bannato Twitter perché Twitter aveva bannato il suo presidente. Più PAESI dovrebbero vietare Twitter e Facebook dal momento che questi non consentono un discorso libero e aperto: tutte le voci dovrebbero essere ascoltate. Nel frattempo, i concorrenti emergeranno e prenderanno piede. Chi sono loro per dettare il bene e il male se essi stessi sono maligni? Forse avrei dovuto farlo io mentre ero presidente. Ma Zuckerberg continuava a chiamarmi e a venire alla Casa Bianca per cena dicendomi quanto fossi bravo. 2024?”, scrive l’ex presidente concludendo facendo intendere che potrebbe ricandidarsi per le prossime elezioni del 2024.
Sabato, parlando alla convention del Partito Repubblicano in North Carolina, Trump aveva affermato di non essere realmente interessato a tornare su Facebook quand’anche Zuckerberg alla fine gli avesse permesso di tornare sulla piattaforma.
Trump in precedenza aveva chiaramente detto che la decisione di Facebook di bandirlo per due anni era un vero e proprio insulto ai più di 75 milioni di americani che hanno votato per lui e il gigante della tecnologia non se la sarebbe cavata con atti di censura e silenziamento.
Trump è stato bandito da Facebook, Instagram, Twitter e YouTube sulla scia della rivolta del 6 gennaio a Capitol Hill. Le piattaforme hanno ritenuto che le sue attività in relazione all'evento violassero le loro politiche.
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