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Israele, Lapid: annunciata troppo presto la nuova coalizione di governo

CC0 / / Yair Lapid
Yair Lapid - Sputnik Italia, 1920, 09.06.2021
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Il segretario del partito Yesh Atid ha bisogno di 61 firme per creare una coalizione di governo. Ma Naftali Bennett, che dovrebbe portare 6 dei seggi necessari, sta faticando a convincere i membri del suo partito del fatto che un’alleanza con Lapid sia la strada giusta.
La settimana scorsa il segretario del partito Yesh Atid, Yair Lapid, ha comunicato al presidente israeliano Reuven Rivlin di essere in grado di creare una coalizione dopo aver ricevuto il consenso da parte del segretario del partito Yamina a creare un governo di coalizione.
Pare, però, che la corsa alla carica di primo ministro sia ben lungi dalla sua conclusione.
Perché Lapid riesca nel suo intento, ha bisogno del consenso di 61 membri della potenziale coalizione. Prima che Bennett desse il suo consenso, il segretario di Yesh Atid aveva soltanto 55 consensi e il segretario del partito Yamina avrebbe dovuto fungere da anello di snodo sopperendo ai seggi mancanti.
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Questione di seggi
Tuttavia, Bennett sta faticando nella sua missione. Il suo problema principale è la numero due del partito Yamina, Ayelet Shaked. Nota per le sue opinioni tranchant sulla questione di Gerusalemme, sui prigionieri palestinesi e sull’attività di insediamento, Shaked ritiene difficile aderire a una coalizione che farebbe affidamento su Raam, un partito islamico che si crede abbia legami con i Fratelli musulmani, considerati una organizzazione terrorista da diversi Paesi.
Inoltre, la crescente pressione esercitata da alcuni membri del parlamento non ha reso facile la vita di Shaked.
Giovedì scorso dei manifestanti afferenti al blocco conservatore hanno organizzato l’ennesima protesta di fronte alla casa di Shaked a Tel Aviv chiedendole di “tornare a casa”.
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Si prevedono proteste simili anche di fronte alle abitazioni di altri membri di Yamina che, a quanto fare, non sono inclini a cambiare idea e a seguire l’intento di Bennett entrando in un governo con dei terroristi.
Uno di questi è Nir Orbach. Proprio come Shaked, anche Orbach appare indeciso. Sebbene giovedì scorso il suo incontro con Bennett si sia concluso con una nota positiva e sebbene Orbach ha annunciato che avrebbe fatto il possibile per facilitare la formazione di un governo, i media israeliani sostengono che Orbach è ancora esitante sulla bontà dell’adesione alla coalizione di Lapid.
Per Orbach, così come per Shaked, si tratta di ovvie preoccupazioni. Molti elettori di destra potrebbero considerare questa mossa come un tradimento, il che si tradurrebbe in una perdita di supporto elettorale e un crollo di popolarità negli imminenti sondaggi. D’altro canto, aderire al governo di Lapid potrebbe aprire ai membri di Yamina ruoli ministeriali chiave e questa è una allettante aspettativa a cui è difficile rinunciare.
Un altro politico di Yamina che si trova in una posizione analoga è Amichai Shikli il quale, a differenza degli altri colleghi di partito, non mantiene un profilo riservato e parla chiaro.
Per Shikli la decisione di presentarsi con Yesh Atid è un tradimento dei valori di destra e una violazione importante delle promesse fatte agli elettori che erano sicuri che Bennett avrebbe consentito soltanto la creazione di un governo conservatore.
A differenza di Shaked e Orbach, Shikli ha già comunicato a Bennett di non avere alcuna intenzione di cedere il suo posto e che voterà contro un governo che fa affidamento su Raam.
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Bennett proverà a convincerlo a trovare un compromesso, ma, se non ci riuscirà, probabilmente la coalizione Lapid-Bennett si schianterà ancor prima di aver decollato.
In questo caso, la palla tornerà alla Knesset che avrà 21 giorni di tempo per trovare un altro candidato in grado di trovare 61 adesioni per la formazione del nuovo governo.
Netanyahu potrebbe riprovarci, ma è poco probabile che ci riesca. E comunque si vedono già all’orizzonte nuove elezioni in Israele.
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