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Il piano per mettere in sicurezza i dati della Pa: 900 milioni di euro per il cloud nazionale

© AP Photo / Michel Spinglera French solider watches code lines on his computer at the French Defense ministry stand during an International Cybersecurity forum in Lille, northern France
a French solider watches code lines on his computer at the French Defense ministry stand during an International Cybersecurity forum in Lille, northern France - Sputnik Italia, 1920, 09.06.2021
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Il governo punta a mettere in sicurezza milioni di dati sensibili con i fondi del Recovery Plan.
Una serie di bandi per un totale di 900 milioni di euro per trasferire nella “nuvola” milioni di dati contenuti nei server della pubblica amministrazione italiana. Dati che al momento, secondo quanto affermato nei giorni scorsi dal ministro per l’Innovazione tecnologica e la Transizione digitale Vittorio Colao, non sarebbero in “condizioni di sicurezza”.
Per questo il governo, alla luce soprattutto degli allarmi che arrivano da più parti sul fronte della cyber security e sul rischio di attacchi informatici, punta a mettere al riparo il patrimonio di dati sensibili dello Stato attraverso la creazione di un polo strategico nazionale.

Secondo quanto si legge sul Sole 24 Ore, a realizzarlo sarà con tutta probabilità una joint venture tra pubblico e privato, finanziata con i fondi messi a disposizione dal Recovery Plan. Per lo Stato italiano potrebbe intervenire Cassa Depositi e Prestiti o la Sogei, mentre il gestore del cloud verrà selezionato attraverso un bando pubblico.

Secondo quanto anticipato dall’Agi si starebbero preparando a partecipare Tim, in partnership con Google, Fincantieri con Amazon e Leonardo con Microsoft. Ma si parla anche di Fastweb e Oracle.

Ad essere trasferiti saranno i dati contenuti nei server di 200 enti pubblici e 80 Asl, oltre a quelli delle pubbliche amministrazioni locali. Si parla di oltre 11mila centri di elaborazione dati, il cui trasferimento nella "nuvola" porterebbe ad un risparmio del 50 per cento annuo.

L’ex manager di Vodafone, citato dal Fatto Quotidiano, ha detto che il governo si aspetta proposte dalle imprese interessate entro la fine del mese. I dati saranno classificati come ordinari, sensibili e ultrasensibili. Per quest’ultimo tipo di informazioni sarà prevista una crittografia avanzata.
Tra i nodi essenziali c’è anche quello della sovranità delle informazioni contenute nelle piattaforme digitali, per cui l’Italia guarda all’esempio francese, che prevede l’utilizzo di software extra-europei solo con una speciale licenza che preveda il pieno controllo da parte degli Stati.
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