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Crema, il procuratore si difende: "Rispettare il punto di vista dei genitori del bimbo"

Stefania Bonaldi - Sputnik Italia, 1920, 09.06.2021
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Dopo le polemiche per l'avviso di garanzia recapitato alla sindaca di Crema, Stefania Bonaldi, per l'incidente che ha coinvolto un bimbo in un asilo nido della città, parla il procuratore di Cremona: "Punto di vista dei genitori merita rispetto, non può esserci vuoto di responsabilità".
“Se un bimbo si schiaccia due dita presso l'asilo nido comunale, fortunatamente senza riportare danni permanenti, ed il sindaco riceve un avviso di garanzia, mi pare evidente che qualcosa nel sistema non funzioni in modo inadeguato”. Così ieri Stefania Bonaldi, la sindaca Dem del comune lombardo di Crema, commentava in consiglio comunale la vicenda giudiziaria che la vede coinvolta.

La vicenda del bimbo

In particolare, la procura di Cremona, avrebbe incluso la prima cittadina tra le figure responsabili per non aver dotato "la porta tagliafuoco REI 120”, quella in cui lo scorso ottobre è rimasta schiacciata la manina del piccolo che frequenta l’asilo nido di via Dante, “di qualsivoglia dispositivo idoneo ad evitare la chiusura automatica o da garantire la chiusura ed apertura manuale in sicurezza, contro il rischio di schiacciamento degli arti o di altre parti del corpo dei bambini ivi accolti".
La sindaca si era detta “avvilita” per la vicenda, facendo appello alla politica perché “aumenti le tutele giuridiche a favore dei sindaci”.

La solidarietà bipartisan alla sindaca

“Se oggi – aveva osservato - per trovare candidati disponibili è necessario un lunghissimo percorso di persuasione, è perché servire la propria comunità è diventato troppo rischioso”.
Il ragionamento della prima cittadina di Crema ha registrato una condivisione bipartisan, dal presidente dell’Anci, Antonio Decaro, che ha chiesto allo Stato di mettere i sindaci nelle “condizioni di fare il nostro lavoro serenamente” e di liberarli da “responsabilità non proprie”, al sindaco di Milano, Beppe Sala, al leader della Lega, Matteo Salvini, che giudica “inaccettabile indagare e perseguitare i Sindaci, in tutta Italia, qualunque cosa accada” e chieda che vengano aumentati “stipendi e tutele per i primi cittadini”.

Il procuratore: "Rispettare anche il punto di vista dei genitori"

Oggi ad intervenire sulla vicenda è anche il procuratore di Cremona, Roberto Pellicano, che però difende la sua scelta. Il magistrato dice di “comprendere perfettamente” la posizione espressa dalla sindaca, ma allo stesso tempo pone l’accento sul diritto dei genitori di capire chi siano i responsabili della negligenza che ha provocato l’infortunio di un bimbo tornato a casa “con una manina massacrata”.
“Loro – ha sottolineato - chiedono all’autorità giudiziaria di accertarlo”. “Mi pare corretto – ha aggiunto il procuratore, citato dal Fatto Quotidiano - prospettare anche un differente punto di vista, più articolato e meno immediato, che a mio parere merita altrettanto rispetto”.
Il magistrato ha spiegato come sia “il punto di partenza imprescindibile di qualsiasi accertamento penale: l’individuazione della figura che astrattamente ricopre la posizione di garanzia, che ha il dovere di attivarsi per garantire la sicurezza di un certo ambiente”. Sarà poi “l’autorità giudiziaria a valutare”. Ma non è contemplabile, illustra ancora il magistrato, “un vuoto di responsabilità”.
Il pm, insomma, rivendica di non aver fatto altro che il suo dovere: “Non può omettere le iscrizioni suggerite dagli organi tecnici di polizia giudiziaria nei registri penali”. “Sarebbe responsabile – ha chiarito - di una tale inerzia”.

Continuano le polemiche

Le polemiche sulla vicenda non accennano però a placarsi. “Fare il sindaco è un'esperienza straordinaria, ma non è normale rischiare avvisi di garanzia ogni giorno”, protesta oggi anche il deputato della Lega e vice presidente Anci Piemonte, Flavio Gastaldi, che ricorda come i sindaci abbiano firmato un appello all’Anci “non per chiedere l’immunità o l’impunità, ma solo per essere liberati da responsabilità non proprie”.
“Ogni giorno – ha ricordato - i sindaci si confrontano con problematiche complesse e rischi concreti di essere perseguiti penalmente per azioni non riconducibili direttamente alla loro responsabilità”.
Il deputato ha quindi chiesto di “rivedere al più presto il Tuel”, altrimenti “non troveremo più persone disposte a candidarsi a sindaco soprattutto nei piccoli comuni in cui manca la struttura di supporto all'attività amministrativa".
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