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Conte difende il suo governo: "A sostenermi c'era anche la Segre"

© Filippo AttiliGiuseppe Conte, sullo sfondo il portavoce Rocco Casalino
Giuseppe Conte, sullo sfondo il portavoce Rocco Casalino - Sputnik Italia, 1920, 09.06.2021
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In un'intervista a Di Martedì l'ex premier ora alla guida del M5S assicura il proprio sostegno a Draghi. E attacca la Lega: "I referendum sulla giustizia? Mi sembra propaganda".
Difende le scelte fatte da presidente del Consiglio, rivendica la propria lealtà a Draghi e al suo governo e annuncia di voler proporre una riforma costituzionale per rafforzare il sistema politico italiano.
Dopo l’uscita di scena da Palazzo Chigi, Giuseppe Conte torna in tv e si racconta in un’intervista al programma Di Martedì, condotto da Giovanni Floris su La7.
Ripercorre innanzitutto le settimane che hanno portato alla caduta del suo governo. In molti, dice al giornalista, affiancato dai colleghi Luciano Fontana, direttore del Corriere della Sera, Alessandro Sallusti, di Libero, e Myrta Merlino, “sono rimasti un po’ disorientati da questa iniziativa”.
A sostenere un eventuale Conte Ter, rivendica subito dopo, “non c’era solo Ciampolillo, c’era anche Liliana Segre”. Il governo, prosegue, non è nato perché non c’è stata una “solida investitura”.

"Grande lealtà verso Draghi"

Sul sostegno a Draghi, va avanti ancora “l’avvocato del popolo”, non ci sono stati dubbi: “Non rispondere all’appello di unità da parte del M5S sarebbe stato come volgere le spalle agli italiani”.
"C’è grande lealtà prima che nei confronti di Draghi soprattutto verso la comunità italiana", ha detto di sé e del partito. Poi parla del suo nuovo ruolo nel Movimento. “È una sfida complessa – dice - ma ho molto entusiasmo”. “Chi lo descrive come spaccato – aggiunge - si sorprenderà”.

Di Battista, la "riforma costituzionale" e i referendum della Lega

Tra le rivelazioni della serata, come ricostruisce il Corriere, c’è quella di voler tentare di riportare a casa Alessandro Di Battista, e di voler proporre ai leader degli altri partiti una “riforma costituzionale che possa rafforzare il nostro sistema”. “Non è possibile – ha spiegato - che il sistema Italia sia affidato al singolo personalismo”. Conte non anticipa di più.
Sui rapporti col Pd parla di “punti di incontro” e di “possibilità di costruire un cammino che speriamo di intensificare in direzioni comuni”, mentre critica la Lega che la scorsa settimana, assieme ai Radicali, ha depositato una serie di quesiti referendari sulla giustizia, compresa la carriera dei magistrati e la rimozione dell’incandidabilità stabilita dalla legge Severino.
“I referendum – ha attaccato Conte - sono sempre ben voluti, quello che mi risulta un po’ strano è che una forza politica al governo promuova il referendum. Ha i ministri che stanno lavorando ai tavoli di giustizia e poi promuove un referendum”. “Mi sembra un po’ propaganda, i referendum sono una cosa seria”, accusa l’ex premier.

"Arcuri? Sui vaccini eravamo primi in Europa"

A chi gli fa notare di aver cambiato più volte alleati di governo ribatte però di “non aver mai cambiato registro” e di avere mantenuto “continuità” nell’azione politica.
Infine, Conte difende anche l’operato di Domenico Arcuri, l’ex commissario straordinario al quale non sono state risparmiate critiche in questi mesi.

“Ha subito molti attacchi strumentali ma – rivendica Conte - sui vaccini eravamo primi in Europa anche allora”.

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