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Zangrillo, il virus è sparito? E' in letargo

© REUTERS / Marko DjuricaМужчина получает дозу китайской вакцины Sinopharm против коронавирусной болезни (COVID-19) в ресторане в Крагуеваце, Сербия
Мужчина получает дозу китайской вакцины Sinopharm против коронавирусной болезни (COVID-19) в ресторане в Крагуеваце, Сербия - Sputnik Italia, 1920, 08.06.2021
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Il virus è clinicamente morto oppure è in letargo, le parole del professore Zangrillo aggiungono ulteriore carne al buffet dedicato al tema del coronavirus.
Un anno fa il professore in anestesiologia e rianimazione del San Raffaele di Milano, Alberto Zangrillo, disse che il virus era clinicamente sparito.
Oggi a distanza di tempo, dice: “Un anno dopo non mi rimangio una virgola della famosa frase oggetto di miserabili speculazioni da parte di tristi personaggi in quotidiana e affannosa ricerca della ribalta mediatica.”
Ospite a distanza della trasmissione radiofonica ‘Un giorno da pecora’, il professore afferma che la traduzione fatta dagli altri “era volutamente di parte e maliziosa, non rinnego nulla”, ma, c’è un ma.

“Il virus esiste, come esistono altre centinaia di virus. Stiamo cercando questo e troviamo questo, se ne cercassimo altri ne troveremmo altri. Dobbiamo affrontare il virus con intelligenza, evitando di fare le Cassandre e gli indovini”, spiega.

Oggi il professore afferma:
“Se riteniamo che ci possa essere un'equivalenza tra 'clinicamente non esiste più' e gli accessi in pronto soccorso, vi dico che fino a poco fa il pronto soccorso del mio ospedale era pieno di pazienti" tuttavia "non pazienti con insufficienza respiratoria da Sars-Cov-2. Questo per me vuol dire che il virus è clinicamente... in letargo... Vogliamo dirla così? Può darsi che si risvegli? Speriamo di no...".

Le “cassate” dei personaggi autoalimentati

Il medico personale di Silvio Berlusconi si toglie qualche sassolino dalla scarpa e ne approfitta del mezzo radiofonico per dire che:
“La 'cassata' più grande è stata creare personaggi veri e propri che si sono autolimentati, sono entrati in competizione, hanno disorientato e hanno passato molto tempo sui media creando disagio”.
In effetti in questi ultimi mesi di critiche tra professori, virologi, epidemiologi, ce ne sono state tante.
E forse anche il pubblico a casa si è scocciato di vederli sempre in televisione e alla radio come ha testimoniato il regista Gabriele Muccino.
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