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Situazione 41 enne colpita da Ictus a Lucca, famiglia presenta esposto

© Sputnik . Fabio CarboneIl hub vaccinale a Napoli, Italia
Il hub vaccinale a Napoli, Italia - Sputnik Italia, 1920, 08.06.2021
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Si era vaccinata con AstraZeneca per accelerare i tempi Irene Cervelli, la donna di 41 anni che 9 giorni dopo il vaccino è stata colpita da Ictus. In corso indagini per capire eventuale nesso con il Vaxzevria.
Restano gravi le condizioni di Irene Cervelli, l’impiegata di 41 anni di Segromigno in Piano colpita da un Ictus venerdì scorso. Il 27 maggio scorso aveva ricevuto la prima dose del vaccino Vaxzevria di AstraZeneca, e nove giorni dopo l’evento che ora la tiene in bilico nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Cisanello.

La famiglia ha chiesto all’avvocato Giovanni Mandoli di occuparsi della vicenda da un punto di vista legale, perché lrene non aveva problemi di salute e in famiglia non ci sono casi di ictus noti. Lo riporta La Nazione.

Ecco perché si attendono gli esami effettuati dall’ospedale di Cisanello in collaborazione con la clinica universitaria di Firenze per poi procedere alla presentazione di un esposto.

L’avvocato afferma che ora non ci sono certezze su cosa abbia provocato l’Ictus, ma fa notare che l’Aifa aveva consigliato il vaccino contro il coronavirus di AstraZeneca ad una popolazione di età superiore alla fascia di età di Irene.

L’avvocato spiega anche che l’impiegata si era già registrata in piattaforma regionale e attendeva lo Pfizer, poi ha preferito optare per l’Open Day dal momento che la seconda dose non sarebbe coincisa con il periodo delle vacanze estive.
Irene ha fatto il vaccino presso l’hub vaccinale di Campo di Marte mercoledì 26 maggio ed aveva sofferto solo di un po’ di stanchezza, fatica e dolore alle ossa.
Nove giorni dopo il tragico epilogo con la perdita di conoscenza mentre saliva le scale di casa.

Il caso della 18 enne di Genova

A Genova è in gravi condizioni per una trombosi cerebrale una ragazza di 18 anni che aveva partecipato agli Open Day AstraZeneca. Anche in questo caso dopo alcuni giorni il malore.
Un gruppo di medici di Genova ha chiesto di non somministrare oltre i vaccini a vettore adenovirale ai giovani poiché per loro i rischi superano i benefici.
Anche l’associazione Luca Coscioni si è aggiunta alla richiesta con una propria lettera firmata da accademici italiani che si riconoscono nell’associazione dedita alla legalizzazione dell’eutanasia, ma che in questo caso stanno appoggiando una campagna pro-vita.
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