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Riapre il Parlamento di Strasburgo, ma in aula non c'è quasi nessuno

Parlamento Europeo - Sputnik Italia, 1920, 08.06.2021
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Ieri nella sede del Parlamento europeo a Strasburgo si è riunita la prima assemblea dopo 15 mesi di stop imposto dalla pandemia. Presente solo un terzo dei deputati.
“Strasburgo è un simbolo dell’Unità europea, di pace e diversità. È su questa terra che è nato il bisogno assoluto di Europa”. Con queste parole ieri il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, ha festeggiato il ritorno nella città alsaziana dei rappresentanti dell’Europarlamento, che si sono riuniti in presenza dopo lo stop di 15 mesi imposto dalla pandemia.
“Abbiamo vissuto un periodo terribile, con milioni di morti e molta sofferenza. - ha detto Sassoli nel discorso pronunciato in francese nell’emiciclo - La nostra vita quotidiana è cambiata e molti dei nostri cittadini si sono ritrovati in una situazione economica e sociale difficile”.
“Tutti i nostri Paesi si sono fermati e con tutti i nostri Paesi il mondo si è fermato”, ha proseguito, evidenziando come “la ripresa delle normali attività a Strasburgo sia un segnale di fiducia e di speranza”.
La maggior parte degli scranni, però sono ancora vuoti, segno che le difficoltà connesse alla mobilità in tempo di pandemia non sono ancora del tutto superate.
Soltanto un terzo dei deputati, infatti, secondo l’Agi, ha confermato la sua presenza, e anche il numero di assistenti è ridotto all’osso. Per la maggior parte degli europarlamentari è stata una toccata e fuga, per non dover osservare la quarantena una volta tornati a Bruxelles.
Le cose, secondo la sindaca della città alsaziana, Jeanne Barseghian, citata da Rainews24, dovrebbero migliorare a luglio, quando è prevista la prossima sessione. La prima cittadina, presente in aula, si aspetta l’arrivo di almeno la metà dei deputati.
La sede di Strasburgo, già normalmente difficile da raggiungere, è rimasta isolata durante la pandemia, con le attività in presenza e non che si sono concentrate a Bruxelles, alimentando le polemiche degli “euroscettici” sulla sua effettiva utilità.
La Francia, però, continua a difendere l’emiciclo alsaziano che ieri è tornato ad ospitare i deputati che hanno discusso di “green pass”, dei brevetti sui vaccini, dei piani di ripresa degli Stati e del dossier bielorusso.
“Il parlamento – ha detto infine Sassoli nel suo discorso a Strasburgo – ha sempre insistito sulla necessità di uscire da questa crisi più forti e più uniti di prima”.
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