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Licenziamenti, Durigon: "Sì allo sblocco, ma proteggendo le filiere in crisi"

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Lavoro in fabbrica - Sputnik Italia, 1920, 08.06.2021
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Il sottosegretario all'Economia apre allo sblocco dei licenziamenti il prossimo primo luglio ma chiede una "norma specifica per i settori in crisi forte".
Sullo sblocco dei licenziamenti il sottosegretario all’Economia in quota Lega, Claudio Durigon, ribadisce in un’intervista a Repubblica la linea sostenuta dal suo partito. La stessa del ministro Andrea Orlando, che ieri si è dichiarato disponibile ad un “ragionamento sulla selettività rispetto ad alcune filiere”.
“Se facciamo una norma specifica per i settori in crisi forte, come diceva Giancarlo Giorgetti ieri e come diceva una settimana fa Salvini, noi, analizzando i dati, crediamo che si possa gestire questa partita in maniera diversa rispetto a una proroga totale del blocco, e che lo sblocco in alcuni settori possa già avvenire per permettere alle aziende di riorganizzarsi e di assumere".
In sintesi il sottosegretario leghista chiede che lo sblocco ci sia per tutti i settori in grado di ripartire, ma che il governo preveda una “protezione ulteriore” per quei comparti più in difficoltà.
Tra questi c’è quello del tessile: "Se guardiamo alla cassa integrazione ordinaria, che scade a giugno, ci sono circa 140 mila lavoratori della moda e del tessile tra i 480 mila totali”.
Durigon, quindi, chiede che lo sblocco dei licenziamenti sia accompagnato da “una norma specifica per i settori in crisi forte”. Ovvero, quelli con “quote di Cig del 30, del 40 per cento”.
In questo modo, secondo il sottosegretario, lo sblocco dei licenziamenti non avrà un impatto drammatico.
Maurizio Landini alla manifestazione del 1 maggio a Terni - Sputnik Italia, 1920, 05.06.2021
Landini (Cgil): "Il blocco dei licenziamenti deve continuare fino a ottobre"
Anche il ministro Andrea Orlando, secondo quanto si apprende dall’Ansa, sarebbe disponibile ad un intervento di tipo selettivo. Ma il governo sul tema è ancora diviso. Il Movimento 5 Stelle, infatti, sostiene la linea dei sindacati che chiedono un’ulteriore proroga della misura almeno fino al mese di ottobre.
Alla fine un compromesso potrebbe essere trovato proprio nel solco della linea tracciata da Durigon, ovvero quella di prolungare il blocco, o di mettere in campo tutele particolari, per i comparti più in crisi e rimuoverlo per le filiere che invece stanno ripartendo.
Le varie proposte verranno discusse in Parlamento, ma c’è già chi lancia l’allarme sui tempi, visto che se si intervenisse attraverso il Dl sostegni bis le modifiche non entrerebbero in vigore prima della scadenza del blocco, il prossimo 30 giugno.

Le critiche dell'Ue

Nei giorni scorsi la Commissione europea aveva bocciato la misura messa in campo dal governo italiano con l’arrivo della pandemia.
Secondo le istituzioni europee, però, il blocco dei licenziamenti non sarebbe stato “particolarmente efficace” e si sarebbe “rivelato superfluo in considerazione dell’ampio ricorso a sistemi di mantenimento del posto di lavoro”, ostacolando “l’adeguamento della forza lavoro alle esigenze delle aziende”.
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