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Crema, bimbo ferito in un asilo: indagato il sindaco. Salvini: "Inaccettabile"

CC BY-SA 3.0 / Wikipedia / Crema - Torrazzo
Crema - Torrazzo - Sputnik Italia, 1920, 08.06.2021
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A Stefania Bonaldi, primo cittadino del comune lombardo, viene contestato di aver omesso l'installazione di dispositivi idonei ad evitare la chiusura automatica della porta tagliafuoco con cui il bambino si è ferito alla mano. Solidarietà espressa dall'ANCI, Beppe Sala e dal leader della Lega.
Il sindaco di Crema, Stefania Bonaldi, ha ricevuto un avviso di garanzia in seguito a un incidente dell'ottobre 2020 verificatosi nell'asilo comunale della città, dove un bimbo si è ferito la mano nel cardine di una porta tagliafuoco.
Al sindaco si contesta di aver omesso l'installazione di dispositivi idonei ad evitarne la chiusura automatica.
A dare la notizia dell'avviso di garanzia la stessa Bonaldi, che ha descritto l'incidente occorso al bambino ai consiglieri comunali come "fonte di grande avvilimento, lenito solo dal felice esito sanitario".
La Bonaldi ha chiesto più tutele a favore dei sindaci, che hanno "responsabilità obiettivamente sproporzionate ed eccessive, direi anche meglio: non ben circostanziate", e per questo in mancanza di tutele "si rischia di fare terra bruciata, si rischia che nessuno voglia fare più il sindaco".

"Oggi è anche tempo di porre l'attenzione su un sistema che, a livello nazionale, necessita di interventi e correttivi, invocati anche da autorevoli opinionisti e studiosi in modo trasversale, che aumentino le tutele giuridiche a favore dei sindaci. Se oggi per trovare candidati disponibili è necessario un lunghissimo percorso di persuasione, è perché servire la propria comunità è diventato troppo rischioso", ha dichiarato, citata dall'Ansa.

Subito attestati di solidarietà al primo cittadino di Crema dall'Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), dall'omologo milanese Beppe Sala e da Matteo Salvini.
Quest'ultimo ha commentato l'accaduto su Twitter.
"Insieme a Stefania siamo tutti indagati, se lo Stato non cambia regole ci costituiremo parte civile", ha commentato il presidente dell'ANCI, Antonio Decaro.
Decaro ha osservato che "non è nostra abitudine contestare le attività della magistratura né metterne in discussione le scelte, ma lo Stato deve metterci nelle condizioni di fare il nostro lavoro serenamente. Non chiediamo l'immunità o l'impunità, chiediamo solo di liberare i sindaci da responsabilità non proprie".
Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Milano, Beppe Sala.
"Così non si può andare avanti: mi pare che ci sia un largo consenso su questo e mi aspetto che ci sia anche qualche azione decisa da parte dei sindaci", il suo auspicio.
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