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Asportazione di tumore senza cicatrici, è realtà al Niguarda di Milano

Sala operatoria - Sputnik Italia, 1920, 08.06.2021
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Una paziente di 83 anni con altre patologie cardiache pregresse e un tumore esteso non poteva essere operata con incisioni se non a rischio della vita. Così la chirurgia robotica le ha salvato la vita.
Per la prima volta al mondo è stata tentata una operazione di asportazione di un tumore senza cicatrici su una paziente di 83 anni. L’intervento da record è stato condotto dall’ospedale Niguarda di Milano, dove alla donna è stato asportato con successo un tumore al rene che si estendeva al cuore e lungo 20 centimetri, passando attraverso una vena del collo.
Per effettuare l’intervento è stato utilizzato un robot chirurgico ad alta precisione e una cannula aspira-tumore.
In questo modo si è potuto evitare di effettuare una doppia incisione a livello renale e a livello del cuore, con tutte le potenziali complicazioni che ne potevano conseguire.
L’equipe medica che ha operato la paziente si componeva di urologi e cardiochirurghi. Gli specialisti hanno inserito la cannula aspirante attraverso la giugulare per arrivare al cuore.
L’obiettivo dell’intervento rimuovere un tumore renale che dalla vena renale aveva infiltrato completamente la vena cava per risalire fino all’atrio destro del cuore.
L’intervento chirurgico, scrive l’ospedale in un comunicato stampa, è durato 9 ore ed ha alternato le due equipe, quella urologica e quella cardiochirurgica.

“Vista l’età avanzata e le condizioni della paziente, che a causa di una malattia coronarica aveva da poco subito l’impianto di due stent cardiaci, abbiamo optato per una procedura mininvasiva senza incisioni addominali e senza apertura dello sterno”, ha spiegato il professore Aldo Bocciardi, Direttore dell’Urologia.

I particolari dell’operazione

Le pinze del robot, inserite tramite delle micro-incisioni addominali sono state usate per rimuovere l’infiltrato neoplastico che raggiungeva il cuore. Questo è stato possibile solo dopo che i cardiochirurghi, grazie alla cannula aspirante, avevano rimosso parte dell’infiltrazione cardiaca per poi spingere la parte rimanente nell’addome dove gli urologi con il robot sono stati in grado di agganciarla e asportarla completamente.
Al Niguarda fanno notare che in pochi altri centri al mondo è stato utilizzato il robot per tumori renali estesi alla vena cava e nei pochi casi in cui la malattia arrivava nel cuore, non è mai stato fatto con il robot e senza aprire il torace.
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