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Arrestato l’avvocato Pietro Amara implicato in ex Ilva e falso complotto Eni

© Foto : TPIIlva di Taranto
Ilva di Taranto - Sputnik Italia, 1920, 08.06.2021
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L'Ilva di Taranto al centro di nuove indagini, questa volta non riguarderebbero l'inquinamento ambientale ma scambio di favori illeciti, tra avvocati e autorità del governo locale.
Dopo le pesanti condanne per gli ex proprietari dell’acciaieria di Taranto, il quadro degli interessi attorno al più grande polo siderurgico d’Europa appare ancora poco chiarito e quest’oggi un nuovo tassello si aggiunge per gettare nuova luce. La Procura di Potenza ha infatti ordinato alla Guardia di Finanza l’arrestato dell’avvocato Pietro Amara, volto già noto alle autorità giudiziarie per essere finito al centro dell’inchiesta della Procura di Milano sul caso “falso complotto Eni”.
Nell’inchiesta potentina è coinvolto anche l’ex capo della Procura di Taranto, Carlo Maria Capristo, per il quale è stato disposto l’obbligo di dimora a Bari dove ora si trova.
Ma l’inchiesta, riporta l’Ansa, coinvolge anche altri indagati dai volti più o meno noti.
Capristo, dal canto suo, non è nuovo a guai con la giustizia italiana. Nel 2020 è stato arrestato e poi scarcerato in una inchiesta che lo vedeva al centro di una tentata concussione, di falso in atto pubblico e truffa aggravata.
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L’avvocato Amara e l’ex Ilva

Tornando all’avvocato Amara, questi avrebbe favorito delle persone durante dei procedimenti che riguardano l’ex Ilva di Taranto.
Amara, quando l’Ilva era in amministrazione straordinaria, risultava quale consulente, e in tale veste avrebbe avuto rapporti illeciti con Capristo secondo la Procura di Potenza.

Un groviglio inesplicabile che coinvolge le procure

Secondo La Repubblica, tra i nomi finiti al centro dell’inchiesta ci sarebbe anche quello dell’avvocato di Trani Giacomo Ragno. Quest’ultimo è stato condannato nell’ambito del processo sul notorio “Sistema Trani”, che portò alla luce atti di corruzione degli ex magistrati Michele Nardi e Antonio Savasta.
Nell’inchiesta sarebbe coinvolto anche un poliziotto, il quale avrebbe fatto da tramite tra l’avvocato Amara e l’ex procuratore Capristo.
In fine, l’avvocato Amara è colui il quale ha parlato dell’esistenza della presunta loggia Ungheria.
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