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Galli: AstraZeneca imprescindibile, ma limitare uso ad over 60 per ridurre rischio già minimo

 Massimo Galli - Sputnik Italia, 1920, 07.06.2021
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Per il dottor Massimo Galli il caso della 18enne ligure finita in rianimazione per una trombosi dopo aver ricevuto la prima dose di AstraZeneca è un caso rarissimo, "come vincere la lotteria ma al contrario".
Anche l'infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano si è espresso dopo il caso della 18enne di Sestri Levante ricoverata in gravi condizioni per una trombosi dopo aver ricevuto la prima dose del siero anti-Covid di AstraZeneca. Secondo il noto medico, quello capitato alla ragazza è un evento avverso rarissimo, che "prima o poi" doveva succedere anche in Italia. Tuttavia Galli non è del parere che bisogna rinunciare al siero anti-Covid di AstraZeneca.
"L’opinione che mantengo è che per quanto del vaccino AstraZeneca non si possa ancora fare a meno per un discorso di copertura vaccinale ampia e rapida, andrebbe il più possibile limitato alle fasce d’età in cui la sua possibilità di creare problemi è praticamente nulla", ha dichiarato l'infettivologo del Sacco di Milano all'Huffington Post.
Per Galli la fascia d'età in cui il rischio di evento avverso è praticamente nullo è quella degli over 60, per cui il vaccino di AstraZeneca "ha un rapporto costi-benefici ancora decisamente a favore dei benefici."
Il vaccino AstraZeneca - Sputnik Italia, 1920, 07.06.2021
Genova, magistratura vuole far luce su caso 18enne ligure grave dopo vaccino
Galli ritiene che il vaccino della casa farmaceutica anglo-svedese sia imprescindibile per il conseguimento degli obiettivi della campagna di vaccinazione e l'utilizzo per i più giovani dipende pertanto dagli approvvigionamenti.
"A questo punto è chiaro che sarebbe meglio vaccinare con AstraZeneca le persone al di sopra di una certa età. O che almeno ci si limiti alla somministrazione rivolta a soggetti di sesso maschile e non alle giovani, per ridurre al minimo i rischi che sono già bassissimi."
L'immunologa e docente di Pediatria dell'università di Firenze, la professoressa Chiara Azzari, ha lanciato un appello all'Ema per chiedere di vietare alle giovani donne l'inoculazione dei vaccini anti-Covid a vettore virale, come AstraZeneca e J&J, sullo sfondo del maggior numero di eventi trombotici in questo gruppo di persone.

18enne di Sestri Levante in rianimazione per trombosi

La giovane aveva scelto di vaccinarsi contro il coronavirus in forma volontaria sfruttando l'open day organizzato dalla Regione Liguria per gli over 18 lo scorso 25 maggio. Successivamente in data 3 giugno la giovane si è presentata al Pronto Soccorso con mal di testa e fotofobia, ma gli esami a cui è stata sottoposto, tac cerebrale ed esame neurologico, sono stati "entrambi negativi". Tuttavia proprio nel fine settimana le condizioni della ragazza sono peggiorate, con manifestazione di difficoltà motorie, e ritornata al Pronto Soccorso la tac cerebrale ha evidenziato un'emorragia. Una volta confermata la diagnosi di trombosi, la ragazza è stata ricoverata d'urgenza al reparto di Neurochirurgia del San Martino. Ieri tra pomeriggio e sera ha subito 2 interventi di neurochirurgia per la rimozione del trombo e la riduzione della pressione intracranica. Oggi è stato riferito che la ragazza "è grave ma stabile".
Oggi il noto medico e infettivologo del San Martino di Genova Matteo Bassetti ha chiesto di evitare di fomentare la psicosi per questa vicenda, difendendo i vaccini anti-Covid con vettore virale e ricordando che la pillola anticoncezionale per statistica provoca più eventi trombotici nelle donne rispetto ai preparati di AstraZeneca e J&J.
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