Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

32 mutazioni COVID in un corpo solo: Caso unico per una donna sudafricana positiva anche all’HIV

CC BY 2.0 / NIAID-RML / Novel Coronavirus SARS-CoV-2Nuovo coronavirus SARS-CoV-2 al microscopio
Nuovo coronavirus SARS-CoV-2 al microscopio - Sputnik Italia, 1920, 07.06.2021
Seguici su
Durante uno studio per esaminare la risposta immunitaria di un campione di 300 persone sieropositive in Sudafrica, i ricercatori si sono imbattuti nel caso, unico al mondo, di una donna di 36 anni infetta sia dall’HIV che da una molteplicità di varianti di SARS-CoV-2 mutate.
Il caso clinico, pubblicato come preprint sulla rivista medica medRxiv la scorsa settimana, ha rivelato che alla donna era stato diagnosticato l'HIV nel 2006, il virus dell'immunodeficienza umana, e che aveva sviluppato la malattia che questi provoca, cioè l’AIDS, la sindrome da immunodeficienza acquisita.
Dopo essere stata infettata dal virus SARS-CoV-2 nel settembre dello scorso anno, aveva sviluppato a sua volta anche il COVID-19. Ma nei 216 giorni di degenza, hanno scoperto i ricercatori, il virus persistente nel corpo della donna aveva accumulato ben 13 mutazioni nella sua proteina spike e altri 19 cambiamenti genetici che potrebbero cambiare il comportamento del virus.
Secondo il rapporto, alcune di queste mutazioni erano "Varianti preoccupanti", come la mutazione E484K, che fa parte della variante alfa B.1.1.7 che è stata osservata per la prima volta nel Regno Unito, e la mutazione N510Y, che fa parte della variante Beta B.1.351 che è stata vista per la prima volta in Sud Africa.
La Russia si prepara all'epidemia del coronavirus - Sputnik Italia, 1920, 12.01.2021
Gli scienziati descrivono un caso con 18 mutazioni COVID-19 rilevato in Russia

Sospetti sulle ‘fabbriche di varianti’

Per altro non è noto se la donna abbia trasmesso queste mutazioni ad altri. I ricercatori hanno sottolineato che probabilmente non è una coincidenza che la maggior parte delle nuove varianti siano emerse da aree come il KwaZulu Natal in Sud Africa, dove più di 1 adulto su 4 è sieropositivo.
Attualmente ci sono poche prove che suggeriscano che le persone con infezione da HIV siano più inclini a contrarre il COVID-19 e a sviluppare gravi complicazioni, nonché possano essere ‘fucine’ ideali per le mutazioni del virus. Alcuni esperti affermano però che il sospetto esiste e che varrà la pena indagare sui casi come quelli della donna oggetto dello studio per capire quanti altri ve ne siano e se esista la possibilità concreta che, come si legge nello studio:
“I pazienti con HIV avanzato possano essere una fabbrica di varianti per il mondo intero".

HIV e Covid

Secondo i medici, una persona portatrice dell'HIV ha una probabilità tre volte maggiore di morire se infettata dal coronavirus rispetto a una persona senza comorbilità, a causa della sua immunodepressione.
Tulio de Oliveira, genetista dell'Università di KwaZulu-Natal a Durban e autore dello studio, ha spiegato ai media che i pazienti immunodepressi possono portare il virus COVID-19 più a lungo degli altri. Nel caso della donna, de Oliveira ha notato che questa mostrava solo lievi sintomi di Covid-19 ma persistenti nel lungo periodo.
Oliveira suggerisce che sarebbe bene espandere i test e il trattamento per le persone con HIV non rilevato in quanto questo "ridurrebbe la mortalità da HIV, ridurrebbe la trasmissione dell'HIV e ridurrebbe anche la possibilità di generare nuove varianti COVID che potrebbero causare altre ondate di infezioni".
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала