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Papa in stato di choc per scoperta 215 resti di bambini morti in Canada

© REUTERS / Andrew MedichiniIl Papa Francesco arriva a Baghdad nella prima visita internazionale durante la crisi pandemica
Il Papa Francesco arriva a Baghdad nella prima visita internazionale durante la crisi pandemica - Sputnik Italia, 1920, 06.06.2021
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Profondo dolore quello espresso da papa Francesco per il ritrovamento dei resti di numerosi bambini nativi canadesi presso i terreni di una ex scuola di Kamloops.
Il Papa questa mattina durante l’Angelus in Piazza San Pietro ha rivolto una preghiera silenziosa e profondamente commossa per i resti dei 215 bambini morti trovati in Canada nei pressi di una scuola residenziale cattolica riservata agli indigeni.
Papa Francesco ha definito la notizia trapelata due settimane fa come scioccante, tanto da averne fatto menzione solo a distanza di tempo dalla notizia.
Sua Santità ha considerato “sconvolgente la scoperta dei resti di 215 bambini alunni della Kamloops Indian Residential School”.
Un fatto che ha traumatizzato i canadesi, “così come tutta la chiesa cattolica del Canada”. Papa Bergoglio ha affidato “le anime di quei bambini morti” ed ha pregato per “le famiglie e comunità autoctone canadesi affrante dal dolore”.

Basta con la logica della colonizzazione

“La triste scoperta accresce ulteriormente la consapevolezza dei dolori e delle sofferenze del passato. Le autorità politiche e religiose del Canada continuino a collaborare con determinazione per fare luce su quella triste vicenda e impegnarsi umilmente in un cammino di riconciliazione e guarigione”, ha detto il Papa che ha anche chiesto la fine del “modello colonizzatore e anche delle colonizzazioni ideologiche di oggi”.

Dei lager più che delle scuole

Kamloops Indian Residential School era una delle più grandi scuole per nativi canadesi della provincia del British Columbia in Canada e faceva parte di una rete di scuole di scuole dedicate agli indigeni.
La rete di scuole, Canadian Indian residential school system, era stata istituita dal governo canadese ma affidata alle amorevoli cure della Chiesa cattolica.
La rete di scuole, in realtà una sorta di lager per bambini indigeni, fu attiva dalla fine del 1800 alla fine del 1960. Tuttavia la chiusura definitiva è avvenuta solo nel 1978.
I bambini internati lì furono 150 mila. Venivano separati dalle loro famiglie e portati in queste pseudo scuole per essere indottrinati e rieducati. Non potevano infatti parlare la loro lingua originaria, cioè il canadese.
Spesso sono stati abusati e maltrattati in queste scuole e colme riporta il New York Times, in molti non facevano mai più ritorno a casa. Spesso le famiglie non ottenevano nemmeno una giustificazione sul perché i figli non potessero più tornare a casa, mentre in altri casi ottenevano risposte vaghe, scrive ancora il New York Times.

L’indagine riparatrice della chiesa canadese

Le diocesi del Canada 5 anni fa avevano pubblicato un rapporto di 4 mila pagine voluto da Papa Francesco sul quale si provava a gettare luce sull’orrore vissuto da questi bambini. Dalle indagini interne e principalmente storiche, risulterebbe che 3.200 bambini sono morti per maltrattamenti e negligenza. Ora sono stati ritrovati i primi 215 resti, ma bisognerà trovare anche quelli degli altri.
Anche il governo canadese è coinvolto in questa opera di ristabilimento della dignità. Sarà difficile che qualche responsabile possa pagare dal momento che si tratta di fatti avvenuti al più tardi entro il 1978, ma perpetrati sin dalla fine del 1800.
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