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Iraq lancia l'allarme: nuove dighe in Turchia e Iran provocheranno mancanza d'acqua nel nostro paese

© Foto : Pixabay / Sven LachmannSiccità
Siccità - Sputnik Italia, 1920, 06.06.2021
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La costruzione di nuove dighe sui fiumi Tigri ed Eufrate da parte di Turchia e Iran potrebbe portare a penuria d'acqua in Iraq entro il 2035, ha affermato il presidente iracheno Barham Salih.
"La costruzione di dighe su Tigri e Eufrate porterà ad una carenza idrica annuale di 10,8 metri cubi in Iraq entro il 2035. Ciò metterà a rischio la produzione agricola e la fornitura di acqua potabile alla popolazione", ha affermato il presidente nel suo intervento in occasione della Giornata mondiale dell'ambiente.
Salim ha aggiunto che la questione della gestione delle risorse idriche richiede un dialogo serio e costruttivo tra Turchia, Siria, Iran e Iraq e deve avere alla base un principio di responsabilità collettiva. Ha sottolineato che è cruciale non infliggere danni a nessuna delle parti.
"La posizione geografica dell'Iraq nel centro del Medio Oriente gli dà un'opportunità di unire i paesi della regione. Le politiche che perseguiamo possono essere diverse, ma dobbiamo lavorare insieme per combattere il cambiamento climatico. E' un pericolo che minaccia tutti noi", si legge in un comunicato del capo di stato condiviso in un post su Twitter.
Salih ha osservato che già circa 7 milioni di iracheni hanno difficoltà per via della siccità e sono stati costretti a cercare altri posti per vivere. Considerando che la popolazione del Paese raddoppierà e ammonterà a 80 milioni entro il 2050, le questioni economiche e sociali legate al cambiamento climatico diventeranno più sensibili.
Nel 2018, la Turchia ha messo in funzione il bacino idrico di Ilisu, situato sul fiume Tigri nelle province di Mardin e Sirnak, a sud-est del Paese. I compiti principali della diga sono il controllo delle inondazioni, l’approvvigionamento idrico e l’irrigazione.
Il bacino è diventato il secondo più grande della Turchia e la centrale idroelettrica costruita su di esso nel 2020 è la quarta più grande del Paese. Allo stesso tempo, Ankara ha già assunto l'obbligo di garantire il flusso di determinati volumi d'acqua in Iraq dopo l'inizio del riempimento del bacino. Tuttavia, come dichiarato a Sputnik dal consigliere del ministro delle Risorse idriche dell'Iraq Aun Ziyab, il consenso della parte turca a fornire all'Iraq la sua quota contingente di acqua dei fiumi Tigri e Eufrate non è stato ancora ufficialmente ricevuto.
Anche l'Iran sta costruendo sul suo territorio dighe che hanno un impatto sul flusso d'acqua verso l'Iraq. La regione precedentemente autonoma del Kurdistan iracheno ha accusato Teheran di aver canalizzato il fiume Karun e di aver costruito tre grandi dighe sul fiume Karkheh, sottolineando che entrambi i fiumi sono le principali fonti d'acqua nella regione.
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