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Covid, da scienziati indiani ipotesi fuga da laboratorio prima che venisse dichiarata la pandemia

© AP Photo / HECTOR RETAMALLaboratorio P4 dell’Istituto di Virologia di Wuhan
Laboratorio P4 dell’Istituto di Virologia di Wuhan - Sputnik Italia, 1920, 06.06.2021
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La Cina ha criticato la recente indagine statunitense sulle origini del coronavirus, dicendo che Washington non è interessata "a scoprire la verità, non vuole nessuna ricerca scientifica: questo è solo un gioco politico, un tentativo di dare la colpa agli altri e deresponsabilizzarsi".
Poco più di un mese prima che l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) dichiarasse la pandemia di coronavirus, diversi scienziati ed esperti indiani avrebbero segnalato prove circostanziali che suggerivano che il virus fosse fuggito dal Wuhan Institute of Virology (WIV).

Il 31 gennaio 2020 un team di biologi della Kusuma School of Biological Sciences presso l'Indian Institute of Technology (IIT) di Delhi ha infatti pubblicato un documento di ricerca di 22 pagine sulla piattaforma online bioRxiv, che suggeriva una "somiglianza misteriosa" tra alcuni aspetti della SARS-CoV-2 e HIV.

Durante lo studio sulla sua struttura proteica, il team ha trovato quattro inserti unici nella glicoproteina del nuovo coronavirus che non si vedono in nessuno degli altri. I media spiegano che gli inserti sono fondamentali affinché il virus identifichi e si attacchi alle cellule ospiti negli esseri umani e quindi si moltiplichi.
Lo studio scientifico ha sollevato la possibilità che il virus sia stato progettato in un laboratorio, ma il team - secondo il MIT Technology Review - è stato sommerso da critiche che lo hanno portato a ritirare il documento subito dopo la pubblicazione.

Indagando sulle origini del Covid

Gli scienziati indiani Rahul Bahulikar e Monali Rahalkar hanno avviato una spedizione online alla fine di marzo 2020 per svelare le origini del COVID-19.
Condividendo l'esperienza maturata nell'indagine, Bahulikar e Rahalkar hanno dichiarato alla rivista indiana 'The Week' che, dopo aver letto diversi articoli scientifici su coronavirus e COVID-19, hanno scoperto che un parente di SARS-CoV-2, RATG13, un altro coronavirus, era stato prelevato da una miniera a Mojiang, nel Sud della Cina, dall'Istituto di virologia di Wuhan (WIV).
I due scienziati hanno anche scoperto che il pozzo era infestato da pipistrelli e che sei minatori assunti per pulire la materia fecale degli animali erano stati infettati da una malattia simile alla polmonite.
Sia Bahulikar sia Rahalkar hanno respinto la teoria secondo cui il COVID-19 ha avuto un'origine naturale passando dagli animali all'uomo, suggerendo che non vi è alcuna prova in merito.
Secondo loro, la struttura del SARS-CoV2, il virus alla base del COVID-19, rivela che fosse predisposto a infettare l'uomo, suggerendo la possibile provenienza da un laboratorio. La coppia di studiosi ha pubblicato le proprie scoperte sulla rivista scientifica 'Nature', venendo di conseguenza contattata da un utente di Twitter chiamato SEEKER.
SEEKER faceva parte di un gruppo di investigatori dilettanti chiamato 'DRASTIC', che di recente ha fatto notizia rompendo il silenzio sulla storia del laboratorio di Wuhan. DRASTIC, team di ricerca autonomo radicale decentralizzato che indaga sul COVID-19, è un gruppo di 24 persone che ha iniziato a cercare indizi dai database scientifici cinesi poco dopo lo scoppio della pandemia.
"Grazie a DRASTIC ora sappiamo che il WIV disponeva di una vasta collezione di coronavirus raccolti in molti anni di foraggiamento nelle grotte dei pipistrelli e che molti di loro, incluso il parente più vicino al virus pandemico, SARS-CoV-2, proveniva da una miniera dove tre uomini sono morti per una sospetta malattia simile alla SARS nel 2012", ha riferito 'Newsweek'.
La coppia di scienziati ha esortato l'OMS ad approfondire la teoria della fuga da laboratorio, dopo che la missione dell'organizzazione a Wuhan a marzo era giunta alla conclusione che tale ipotesi fosse "estremamente improbabile".
Le agenzie di intelligence di numerosi Paesi in tutto il mondo hanno condotto le proprie indagini per determinare l'origine del virus.
Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha inoltre ordinato recentemente alle agenzie di intelligence di raddoppiare gli sforzi per indagare sull'origine del virus, inclusa quella relativa alla fuga di laboratorio.
Anche l'Unione Europea, il Regno Unito, l'Australia e il Giappone si sono uniti agli Stati Uniti nel perseguire un'indagine più approfondita sulle origini della pandemia.
Il ministero degli Esteri cinese la scorsa settimana ha respinto la teoria della fuga dal laboratorio di Wuhan come "estremamente impossibile", accusando gli Stati Uniti di "giochi politici".
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