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Scaramuzzi: “I reati patrimoniali sono la novità più netta di questo intervento legislativo”

© AP Photo / Riccardo De LucaPapa Francesco
Papa Francesco  - Sputnik Italia, 1920, 05.06.2021
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Per quanto riguarda invece la materia patrimoniale, ci sono diverse novità che intendono “mettere in pratica, tradurre in norme, i principi sui quali Papa Francesco continuamente ritorna: il principio della trasparenza nell'amministrazione dei beni e il principio della corretta gestione dell'amministrazione dei beni.
Leggere la prima parte dell'intervista
Che significato ha questa riforma del Diritto Canonico per i reati di natura patrimoniale spiega a Sputnik Italia Iacopo Scaramuzzi, giornalista vaticanista, autore di numerosi libri fra cui “Tango vaticano. La Chiesa al tempo di Francesco”.
— Potresti spiegarci cosa cambia in sostanza? Quali sono le principali novità e i criteri adottati?
— L’abuso sessuale sui minori – compiuto da sacerdote, religioso o laico che "gode di una dignità o compie un ufficio o una funzione nella Chiesa" – diventa a tutti gli effetti una fattispecie criminale canonica. Vengono poi codificate altre fattispecie penali, in particolare in merito ai reati patrimoniali e alla diffusione di documenti riservati. Le norme sono circostanziate, riducendo il margine di interpretazione, e di arbitrio, dei singoli vescovi.
Bisogna ricordare che Papa Francesco venne eletto, nel 2013, da un Conclave che era fortemente avvertito della crisi in cui versava la Santa Sede a causa, in particolare, di tre scandali: la pedofilia, le finanze e i cosiddetti "Vatileaks", i documenti riservati vaticani filtrati alla stampa in un torbido gioco di potere. Ecco, con le modifiche del codice introdotte adesso viene data sistematica risposta canonica a quei tre problemi.
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Ci sono anche altre norme, a mio avviso più discutibili, quali le sanzioni per "il conferimento del sacro ordine ad una donna": in conferenza stampa una giornalista ha opportunamente ricordato che sono tuttora in corso i lavori di una commissione pontificia per valutare l’ipotesi di conferire alle donne l’ordine diaconale, e la norma così formulata sembra "mettere le mani avanti" per scongiurare possibili aperture. Il punto focale di questa riforma, ad ogni modo, mi sembra essere la prevenzione degli abusi sessuali e patrimoniali. Ciò discende dalla diagnosi che papa Francesco ha fatto degli scandali avvenuti negli ultimi decenni: ogni abuso sessuale, in particolare, è un abuso di potere. Il problema di fondo non è il malcostume o la debolezza della carne, ma il clericalismo. Ora questa azzeccata interpretazione ecclesiologica viene tradotta in norma canonica.
— Visto che l'abuso di minori è ora inquadrato come crimine contro la dignità della persona, a tuo avviso, la nuova norma potrà aiutare a evitare gli scandali sessuali in futuro?
— Sicuramente la nuova normativa ha anche un aspetto deterrente che rafforza la prevenzione degli abusi. A mio avviso si poteva fare di più, introducendo ad esempio l'obbligo di denunciare un reato alle autorità civili. Nella prassi, inoltre, spero che queste novità normative si accompagnino ad una maggiore trasparenza nel processo di sanzione di un sacerdote abusatore o di dimissioni di un vescovo negligente. Va però apprezzata l’introduzione della sanzione per "chi, per negligenza colpevole, pone od omette illegittimamente con danno altrui o scandalo un atto di potestà ecclesiastica, di ufficio o di incarico". Viene cioè codificato, finalmente, l’abuso d’ufficio di un superiore gerarchico. Ciò era già in vigore dopo l’approvazione di due provvedimenti di papa Francesco, i motu proprio "Come una madre amorevole" e "Vos estis lux mundi", in forza dei quali già oggi un vescovo negligente – è accaduto quattro volte in Polonia e una volta negli Stati Uniti – viene sanzionato, fino alla rinuncia dell’incarico pastorale, per non aver preso sul serio le denunce di abuso sessuale con minori. Il problema non sono solo gli abusatori, infatti, ma anche l’insabbiamento delle denunce, e colpirlo aiuterà a prevenire gli abusi.
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— Altro capitolo riguarda i reati patrimoniali che hanno scosso il Vaticano in questi anni. Basta ricordare la compravendita del palazzo di Sloane Ave 60 a Londra che a settembre è costato il posto e la berretta ad Angelo Becciu. Quindi possiamo sperare che anche la gestione errata delle finanze rimarrà nel passato?
— I reati patrimoniali sono la novità più netta di questo intervento legislativo. Sinora erano del tutto assenti dal codice, e gli scandali remoti e recenti – da ultimo quello di Sloane avenue – hanno reso impellente questa riforma. Il peculato, la malversazione, e in generale la corruzione economica sono un male difficile da estirpare, e dipendono, in ultima analisi, dalla responsabilità personale. Un'istituzione può, però, migliorare norme, "check and balances", sistema preventivo e sanzionatorio, in modo da minimizzare il rischio. L’adeguamento agli standard internazionali di anti-riciclaggio, avviato sotto Benedetto XVI, ha rappresentato una prima svolta significativa in questo senso.
Negli ultimi due o tre anni, poi, la Santa Sede ha fatto un ulteriore passo avanti, colpendo, con una serie di nuove norme, un problema vaticano atavico alla base di molti altri problemi: il clientelismo, ossia i rapporti amicali e famigliari che si intrecciano con le decisioni di spesa, gli appalti assegnati senza criteri oggettivi, le assunzioni decise tramite canali preferenziali, un'allocazione delle risorse propiziata da qualche conoscenza altolocata. Un malcostume, più che una vera e propria volontà criminale, che però costituisce il brodo di coltura per i reati finanziari, e che ora, molto opportunamente, viene sanzionata anche dal diritto canonico.
— A partire dall'anno accademico 2021-2022 la Facoltà di Diritto Canonico della Pontificia Università Gregoriana offrirà il nuovo Diploma in Giurisprudenza Penale. Un’attenzione particolare verrà riservata agli abusi nei confronti di minori, in collaborazione con il Centre for Child Protection della Pontificia Università Gregoriana, e agli abusi di carattere economico. Come valuti questa iniziativa alla luce delle ultime notizie? Che valore potrebbe avere questa laurea?
— La Gregoriana è sempre stata all’avanguardia su queste, come su altre, materie. Nel 2012 fu questa università pontificia, insieme all’allora portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, ad organizzare il primo convegno sulla protezione dei minori, e il centro guidato da padre Hans Zollner è un’eccellenza. Ora questo nuovo diploma è particolarmente opportuno, per almeno due motivi.
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Innanzitutto, le novità canoniche vanno accompagnate da un lavoro giurisprudenziale e culturale che spieghino e approfondiscano la norma. In secondo luogo le novità legislative introdotte sono state tali e tante, negli ultimi anni, che è necessario formare operatori competenti e aggiornati. È un altro segnale della profondità del cambiamento in corso.
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