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Landini (Cgil): "Il blocco dei licenziamenti deve continuare fino a ottobre"

© Foto : CGIL Maurizio Landini alla manifestazione del 1 maggio a Terni
Maurizio Landini alla manifestazione del 1 maggio a Terni - Sputnik Italia, 1920, 05.06.2021
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Per il comitato direttivo della Cgil è necessario proseguire la mobilitazione con Cisl e Uil per ottenere dal governo il blocco dei licenziamenti fino a ottobre, insieme all’avvio della riforma degli ammortizzatori sociali.
In un’intervista al Corriere della Sera, il leader della Cgil annuncia che la mobilitazione unitaria proseguirà per "ottenere il tavolo di trattativa che abbiamo chiesto a Draghi per cambiare la decisione presa sullo sblocco dei licenziamenti, avviare la riforma degli ammortizzatori sociali e discutere di nuove politiche industriali legate al Piano nazionale di ripresa e resilienza”.
Maurizio Landini non esclude che si arrivi allo sciopero generale.

“Lunedì e martedì incontreremo i gruppi parlamentari. Dipenderà dalle risposte che arriveranno dal governo e dalle forze politiche”.

Il leader della Cgil respinge il compromesso proposto dal governo, di una proroga limitata ai settori più in crisi.

"Con Cisl e Uil abbiamo chiesto al presidente Draghi una cosa diversa. La proroga del blocco per tutti, almeno fino alla fine di ottobre, tanto più che in questa fase le aziende possono usare gratis la cassa integrazione. Siccome si stanno dando tanti finanziamenti alle imprese, questi dovrebbero essere condizionati almeno al mantenimento del lavoro. Altrimenti c’è chi dice che si rischiano centinaia di migliaia di licenziamenti".

Licenziamenti previsti dai numeri dati dalla Banca d’Italia e dall’Ufficio parlamentare di bilancio”.
Secondo la Cgil, per uscire dalla blocco dei licenziamenti è necessario “incentivare i contratti di solidarietà, non vincolandoli più al fatto che azienda abbia perso almeno il 50% del fatturato, estendere il contratto di espansione, avere un sistema funzionante di politiche attive del lavoro e di formazione e una riforma per ammortizzatori sociali universali, non solo quindi per i lavoratori dipendenti, ma per tutti".
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