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Fisco, Cgia: gli autonomi pagano oltre 21 mld di tasse in più dei giganti del web presenti in Italia

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tasse  - Sputnik Italia, 1920, 05.06.2021
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L'associazione artigiani e piccole imprese Mestre non chiede di inasprire il carico fiscale sui colossi del web, ma di ridurre quello a carico delle piccole attività, che ha raggiunto "livelli insopportabili".
Le micro e piccole imprese italiane con meno di 5 milioni di euro di fatturato, costituite prevalentemente da artigiani, piccoli commercianti e partite Iva, nel 2019 hanno versato 21,3 miliardi di euro di imposte erariali in più rispetto alle web companies presenti in Italia.
Secondo quanto denunciato oggi dalla Cgia, infatti, due anni fa l’aggregato delle controllate appartenenti al settore del WebSoft ha registrato un giro d’affari nel nostro Paese di 7,8 miliardi di euro, con 11mila occupati, e al fisco italiano sono stati versati 154 milioni di euro. Nello stesso anno, il popolo delle partite Iva, con meno di 5 milioni di fatturato, ha generato un fatturato di 814,2 miliardi e il contributo fiscale di circa 3,3 milioni di piccole realtà è stato di 21,4 miliardi di euro: un importo di circa 140 volte superiore al gettito versato dalle multinazionali del web.

Uno squilibrio del prelievo fiscale tra le piccole e le grandi imprese tecnologiche che la pandemia ha ulteriormente accentuato. Grazie al boom del commercio elettronico in questi ultimi 15 mesi le multinazionali del web presenti in Italia hanno aumentato ulteriormente i ricavi, mentre la grandissima parte delle micro e piccole imprese ha subito una contrazione degli incassi molto preoccupante.

E se ai primi il peso delle tasse continua a rimanere modesto, ai secondi il carico fiscale ha raggiunto livelli non più sopportabili, che nemmeno le misure anti Covid, approvate fino adesso, hanno contribuito ad alleviare.
Lo studio della Cgia sottolinea che il livello medio di tassazione di queste big tech è, secondo l’Area studi di Mediobanca, al 32,1%, mentre "nelle nostre piccolissime realtà si aggira attorno al 60%: praticamente quasi il doppio".
Nella sua nota, la Cgia ha precisato di non chiedere un inasprimento del carico fiscale nei confronti delle grandi imprese del web, ma ha sottolineato la necessità di "abbassare drasticamente il peso delle tasse sulle piccole attività che rimane su livelli insopportabili”.
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