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Mafia, confiscati beni per 100 milioni di euro a imprenditore legato ai clan di Mazara del Vallo

© AFP 2021 / Filippo MonteforteTante domande vengono dopo aver letto le intercettazioni dell’inchiesta su Mafia Capitale
Tante domande vengono dopo aver letto le intercettazioni dell’inchiesta su Mafia Capitale - Sputnik Italia, 1920, 04.06.2021
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Negli ultimi anni l'imprenditore aveva avuto accesso a ingenti somme derivanti da finanziamenti pubblici, utilizzate per favorire gli interessi delle famiglie mafiose.
La Corte d’Appello di Palermo ha emesso un provvedimento di confisca dei beni per oltre 100 milioni di euro nei confronti di un imprenditore di Monreale, confermando la decisione adottata nel 2016 dal Tribunale di Trapani su proposta del Direttore della Dia.
Il destinatario l provvedimento è Calcedonio Di Giovanni, imprenditore 72enne di Monreale ma vicino al mandamento di Mazara del Vallo. Secondo i magistrati Di Giovanni si sarebbe legato alle famiglie della mafia trapanese fin dall'inizio della sua carriera imprenditoriale quando, nei primi anni '70, aveva rilevato un importante complesso turistico sul litorale di Campobello di Mazara da uno dei principali artefici del riciclaggio a servizio di Cosa Nostra.
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Negli ultimi anni aveva avuto accesso a ingenti somme di denaro ottenute grazie a finanziamenti pubblici nazionali e comunitari. Grazie ai progetti presentati avrebbe favorito gli interessi del clan.
L'attenzione della Dia si è concentrata sull'imprenditore, permettendo di accertare con approfondite indagini una palese sperequazione tra i redditi dichiarati e i beni accumulati negli anni. Questi elementi si sono rilevati fondamentali per la conferma, da parte del Giudice di secondo grado, per il provvedimento che l'imprenditore aveva impugnato.
Il patrimonio confiscato all'imprenditore consiste in appartamenti, terreni, conti bancari, quote societarie, compendi aziendali, tra cui un complesso turistico. Confermata, inoltre, la misura di prevenzione di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per la durata di tre anni.
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