Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Per ministro saudita è una “La la land” di chiacchiere ma Greta Thunberg inizia a cantare vittoria

© Sputnik . Sherry Pardy / Vai alla galleria fotograficaGreta Thunberg
Greta Thunberg - Sputnik Italia, 1920, 03.06.2021
Seguici su
"Stanno iniziando a farsi prendere dal panico", ha commentato Greta Thunberg la reazione del ministro saudita dell’Energia che ha affermato che non è realistico rinunciare a nuovi piani di produzione del petrolio e che ha definito il rapporto dell’Agenzia internazionale per l’energia un “sequel del film La La Land”.
Il principe saudita Abdulaziz bin Salman Al Saud, ministro per l’Energia dell’Arabia Saudita, ha definito come un "sequel del film La La Land" il rapporto dell’Agenzia internazionale per l'energia (IEA) che ha chiesto l'abbandono di tutti i nuovi progetti di esplorazione di petrolio e gas.
“Il report dell’IEA Report è il sequel del film La La Land. Perché dovrei prenderlo sul serio?” Ha detto martedì ricordando che il suo Paese produce “petrolio e gas a basso costo ma anche energie rinnovabili”.
"Esorto il mondo ad accettarlo come una realtà: che saremo i vincitori in tutta questa attività", ha osservato durante una conferenza stampa online dopo una riunione dell'OPEC+.
L'attivista ambientale svedese Greta Thunberg, forte dei recenti successi giudiziari degli attivisti, ha definito un segno di panico le parole del ministro bin Salman con un post su Twitter in cui vede nelle parole di questi un segno di panico e vicina la vittoria della sua campagna ambientalista.
“Questo (il rapporto IEA) è un sequel del film La La Land. Perché dovrei prenderlo sul serio? Dice il ministro dell'Energia saudita. Wow. Stiamo chiaramente assistendo all'inizio della fine dell'era dei combustibili fossili. Cominciano a farsi prendere dal panico. Velocizziamo il processo”. Ha scritto la giovane attivista.
Il 26 maggio gli attivisti per il clima hanno effettivamente ottenuto una grande vittoria con la sentenza del tribunale olandese che costringe la Shell a ridurre drasticamente le emissioni di gas serra. Questo potrebbe significare che la multinazionale con sede a L’Aia sarà forse costretta a tagliare la produzione di petrolio e gas per ridurre le proprie emissioni del 45% entro la fine del 2030 come richiesto dai giudici.
Lo stesso giorno, le due maggiori compagnie petrolifere americane, la ExxonMobil e la Chevron, hanno perso entrambe la battaglia contro gli azionisti che avevano votato per costringerle a combattere il cambiamento climatico in modo più aggressivo. Alla Chevron, una proposta che chiedeva la riduzione delle emissioni aveva ricevuto il 61% dei voti favorevoli.
Sotto la pressione dell'opinione pubblica e di alcuni investitori, i grandi gruppi energetici sono stati recentemente costretti a invertire la loro strategia climatica. Anche il colosso francese del settore ha cambiato nome per ribattezzarsi in TotalEnergies e l’amministratore delegato Patrick Pouyanné, anch’egli in un Tweet, ha spiegato di fatto che è stato fatto proprio per soddisfare la nuova tendenza.
Si tratta di "inventare una nuova Total, una società multi-energia, un attore importante nella transizione energetica", ha scritto Pouyanné.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала