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Giustizia, Lega e Radicali depositano referendum in Cassazione: dal 2 luglio la raccolta di firme

CC BY-SA 3.0 / Wikipedia / Sergio D’Afflitto / Palazzo di Giustizia, sede della Corte di Cassazione
Palazzo di Giustizia, sede della Corte di Cassazione - Sputnik Italia, 1920, 03.06.2021
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Lega e Partito Radicale hanno depositato i sei quesiti della riforma di giustizia per avere processi più veloci, meno correnti all'interno della magistratura, la responsabilità civile e la separazione delle carriere dei magistrati.
La Lega e il Partito Radicale promuoveranno assieme il referendum per la riforma della Giustizia. Una delegazione composta leghisti e radicali ha depositato questa mattina in Cassazione i sei quesiti referendari. Presenti i leader di due partiti, Matteo Salvini e Maurizio Turco, copresidenti del comitato promotore. Tra un mese esatto, il 2 luglio, partirà la raccolta delle firme.
Se i quesiti passeranno il vaglio delle firme e della Corte Costituzionale, gli italiani saranno chiamati ad esprimersi sulle elezioni del Csm, la responsabilità diretta dei magistrati, l'equa valutazione dei magistrati, la separazione delle carriere dei magistrati, i limiti agli abusi della custodia cautelare e l'abolizione del decreto Severino.
Soddisfatto Matteo Salvini che ha definito quella di oggi "una bellissima giornata di democrazia, cambiamento e partecipazione popolare". II referendum "offrirà a 60 milioni di italiani" una riforma "vera, profonda, sana, veloce, giusta e necessaria" della giustizia che è "attesa da decenni", ha spiegato il leader leghista in un video su Twitter.
Salvini specifica inoltre che si tratta di un referendum non contro la magistratura ma "per restituire più fiducia alla magistratura".
"Meno poteri a correnti, più tutele per vittime di errori giudiziari (chi sbaglia, paga), separazione carriere con più trasparenza nelle funzioni, più tutele per sindaci, giustizia più veloce e più giusta", ha sottolineato.
Infine ha ricordato che i Radicali "ci provarono sulla responsabilità civile, ma furono traditi dal Parlamento".
Per il leader del Partito Radicale, Maurizio Turco, questa "sarà la volta buona" per la riforma della giustizia "perché ci sarà qualcuno che difenderà in Parlamento le scelte dei cittadini", ha detto ad AdnKronos.
"Abbiamo letto oggi di Bettini che invita il Pd a non isolarsi ulteriormente, in una battaglia di democrazia perché questo è un Paese che dal vecchio regime al nuovo regime si è portato dietro leggi, persone, abitudini, consuetudini che non sono più tollerabili", ha detto Turco rispondendo alla domanda sul sostegno degli altri partiti in Parlamento.
Radicali e Leghisti hanno esposto uno striscione davanti al palazzo della Cassazione con la scritta "Referendum Giustizia".
Tra i presenti, la senatrice Giulia Bongiorno, responsabile giustizia della Lega, che ha tenuto a precisare che "non c'è nessuno scontro in corso" e l'iniziativa è "a favore dei magistrati perbene che sono la stragrande maggioranza", sottolineando che la "riforma Cartabia va nella giusta direzione".
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