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Salvini lancia la corsa ai referendum: “Userò Radio Radicale ma anche Radio Maria”

© REUTERS / Antonio ParrinelloMatteo Salvini
Matteo Salvini  - Sputnik Italia, 1920, 02.06.2021
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Il leader della Lega difende la scelta di affiancare i Radicali per la raccolta firme per sei consultazioni popolari: dalla separazione delle carriere dei magistrati alla legge Severino.
La scelta di mettere insieme Lega e Radicali per la battaglia sui referendum sulla giustizia ha fatto storcere il naso a molti ma il leader del Carroccio Matteo Salvini la difende e annuncia che è pronto a usare tutte le piattaforme possibili per diffondere il messaggio.
“Per far conoscere i referendum mi appoggerò a radio Radicale, ma anche a radio Maria”.
In una ricostruzione della giornata di ieri, La Stampa fornisce alcuni stralci del colloquio con il leghista sul tema dei referendum.
“Anticipo la solita domanda che mi fanno tutti. Ma che ci fate proprio voi assieme ai Radicali? Semplice: diamo la parola al popolo. Il referendum è la forma più bella di democrazia diretta. Altro che il clic”, ha detto Salvini a chi era presente alla presentazione dei sei quesiti referendari targati Lega-Radicali.
I referendum vanno dalla separazione delle carriere tra magistratura inquirente e giudicante, alla responsabilità civile dei magistrati, all’abolizione della legge Severino che stabilisce incandidabilità e decadenze.
Per Salvini la raccolta delle firme tra luglio e agosto “è da pazzi, lo so. Ma mi piacciono i pazzi...”
E punta al voto in primavera, usando il referendum come uno “stimolo” e non contro la Guardasigilli Cartabia.
“Se poi il Parlamento farà prima, bene. Vorrà dire che è servito. Altrimenti ci saremo noi a far rispettare la volontà popolare in Parlamento. Non permetteremo tradimenti”, aggiunge.
Secondo il leader del Carroccio, infatti, sul tema della “qualcuno frena” e serve uno stimolo, quello del referendum.

Salvini e Pannella

Il leader della Lega, dopo aver parlato dei quesiti, si lascia anche a un ricordo di Marco Pannella, il leader radicale dalle mille battaglie.
“Ascolto ancora i suoi discorsi su radio Radicale. Su tante cose, siamo distantissimi. Per carità. Ma è innegabile che Pannella sulla giustizia fosse lungimirante. E poi è uno che si è sempre messo in gioco. Anche io, nel mio piccolo, da ministro, ci ho provato. Mi sono messo in gioco. E ora sto facendo il giro dei tribunali”.
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