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Intervista a Brusca 5 anni fa: "Volevo poter chiedere scusa ai familiari delle vittime"

© REUTERS / Tony GentileL'arresto di Giovanni Brusca
L'arresto di Giovanni Brusca - Sputnik Italia, 1920, 02.06.2021
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In una video intervista rilasciata 5 anni fa e pubblicata in esclusiva da Il Corriere della Sera il boss di San Giuseppe Jato rilascia alcune dichiarazioni sui suoi crimini e su Cosa Nostra.
A solo due giorni dalla scarcerazione di Giovanni Brusca, boss di San Giuseppe Jato e uno degli esecutori materiali della strage di Capaci in cui venne ucciso il giudice Falcone, viene pubblicata in esclusiva da Il Corriere della Sera una video intervista che Brusca rilasciò 5 anni fa.
"Ho riflettuto e ho deciso di rilasciare questa intervista: non so dove mi porta, cosa succederà, spero solo di essere capito. Ho deciso per fare i conti con me stesso, perché è arrivato il momento di metterci la faccia [...] poter chiedere scusa, perdono, a tutti i familiari delle vittime, a cui ho creato tanto dolore e tanto dispiacere" ha dichiarato Brusca.
La liberazione dell'ex boss è avvenuta lo scorso 31 maggio: Brusca ha lasciato il penitenziario di Rebibbia dopo 25 anni di reclusione e 45 giorni prima dell'effettiva scadenza della condanna.
"Chiedo scusa principalmente a mio figlio e a mia moglie, che per causa mia hanno sofferto e stanno pagando anche indirettamente quelle che sono state le mie scelte di vita: prima da mafioso, poi da collaboratore di giustizia, perché purtroppo nel nostro Paese chi collabora con la giustizia viene sempre denigrato" ha aggiunto Brusca.

Brusca su Cosa nostra: è una catena di morte

Parlando del suo ruolo di collaboratore di giustizia, lo ha definito una scelta di vita importantissima, morale, giudiziaria ma soprattutto umana in quanto strumento per mettere fine ai reati e alle oscenità della criminalità organizzata.
"Consente di mettere fine a questo, Cosa nostra, che io chiamo una catena di morte, una fabbrica di morte, né più né meno. Un'agonia continua" ha sottolineato Brusca.

Il fratello del giovane Di Matteo: "Non lo perdoneremo mai"

"Non possiamo perdonare Brusca, a noi non ha mai chiesto scusa, ma se anche lo facesse non lo scuseremmo comunque. Uccidere un bambino innocente a quell'età, che nemmeno si poteva difendere, è un crimine orrendo" ha commentato Nicola Di Matteo in un'intervista ad Agi.
Il fratello di Nicola, Giuseppe, fu fatto strangolare per ordine di Giovanni Brusca il 12 gennaio 1996 a San Giuseppe Jato dopo essere stato recluso per due anni perché figlio di un pentito.
Enrico Letta, segretario del Partito Democratico - Sputnik Italia, 1920, 01.06.2021
Scarcerazione di Giovanni Brusca, il mondo politico non ci sta
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