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“Baciarsi”, è il momento di parlarne

© Sputnik / Vai alla galleria fotograficaUna coppia si bacia in piazza San Pietro
Una coppia si bacia in piazza San Pietro - Sputnik Italia, 1920, 02.06.2021
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Meglio di mille parole un bacio può esprimere i nostri sentimenti e rappresenta la necessità di contatto fra le persone, ma oggi baciarsi fa paura. La pandemia ha eclissato un antichissimo gesto fondamentale per la sociabilità. Torneremo a baciarci?
“Baciarsi”, è uscito nelle librerie un saggio che ha lo scopo di analizzare un gesto antico quanto l’uomo, ma che racchiude in sé i più svariati significati anche da un punto di vista politico e sociale. Un bacio può essere rivoluzionario e reazionario. Oggi, quando è diventato praticamente un gesto proibito a causa della pandemia, è interessante e utile fare una riflessione sul bacio.
Che cos’è un bacio? La risposta, anzi le risposte, non sono per niente banali e i baci sono i più diversi: dal bacio di Giuda a quello fra Breznev e Honecker, dal bacio passionale a quello affettuoso di una madre al suo bambino. Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista gli antropologi Elisabetta Moro e Marino Niola, autori del saggio “Baciarsi” (Einaudi).
© Foto : Fornita da Elisabetta Moro e Marino NiolaLa copertina del libro di Elisabetta Moro e Marino Niola "Baciarsi"
La copertina del libro di Elisabetta Moro e Marino Niola Baciarsi - Sputnik Italia, 1920, 02.06.2021
La copertina del libro di Elisabetta Moro e Marino Niola "Baciarsi"
Da un gesto scontato il bacio è diventato un gesto proibito a causa della pandemia. È mutato totalmente il nostro approccio con i baci, non è vero?
Niola: Sì, perché il bacio è il massimo del contatto, oggi è diventato invece il massimo del contagio. Noi mostriamo l’amore, la passione, qualche volta il rispetto, l’affetto baciando le persone. Tutto questo improvvisamente non abbiamo più potuto farlo come se alla nostra lingua fossero venute a mancare oltre che le parole anche le articolazioni fondamentali. Siamo andati verso una afasia dei sentimenti, in una specie di lockdown dell’anima che ci ha rinchiusi in noi stessi. Da qui bisogna uscire, ecco perché ci è sembrato che una riflessione sul bacio fosse in questo momento fondamentale. L’editore Einaudi è stato d’accordo con noi.
Rispetto agli altri tipi di contatto qual è l’importanza del bacio?
Moro: Il bacio è un gesto unisex. Il bacio si dà a tutti alla stessa maniera, è il gesto più universale. Non tutte le culture usano il bacio per trasmettere i sentimenti, ma non c’è una cultura sulla faccia della terra che non abbia mai assistito ad un bacio. C’è chi non lo pratica, ma sicuramente tutti riconoscono questo gesto.
Che altri significati racchiude questo gesto da un punto di vista anche sociale e politico?
Niola: Oltre ai sentimenti il bacio racchiude ed esprime altri tipi di relazioni, per esempio anche relazioni formali, immaginiamo il bacio dinastico, quello che si danno i regnanti o i capi di Stato. Pensiamo al famoso bacio socialista di Breznev ad Honecker, fece epoca anche perché in Occidente non tutti capivano il codice e si stupivano che due uomini si baciassero sulla bocca, mentre in altre culture questo è normale.
Il bacio può significare perfino odio: il bacio di Giuda è uno dei più famosi della storia e non si tratta di un bacio d’amore, azni è tutto il contrario. Ci sono i baci come quello di Paolo e Francesca, ma anche i baci della Maddalena ai piedi di Gesù. La parola è una, ma i significati sono mille.
Moro: Poi noi abbiamo scoperto scrivendo questo libro che ci sono anche dei baci scambiati per ottenere voti. Li abbiamo chiamati “baci di scambio”. Una paladina di questo tipo di bacio era l’antenata di Lady Diana Spencer, si chiamava Georgiana Spencer: a metà del ‘700 distribuiva baci ai votanti per portarli dalla parte del suo partito. Questo significa che anche un bacio ad una nobildonna profumata e inarrivabile era un motivo per attrarre i votanti verso le proprie cause.
Nell’Inghilterra del ‘700 e dell’800 c’erano molte persone che si candidavano alle votazioni e chiedevano alle loro mogli di distribuire baci alla società per mostrarsi magnanimi e vicini al popolo. Tanti temi di questo genere ci hanno stupito. Così come il grande dibattito sul bacio che fa Lenin perché ad un certo punto nella Russia leninista si comincia a pensare alle donne che vogliono essere più libere nei costumi. A quel punto inizia un dibattito se il bacio pubblico e il bacio libero siano legittimi oppure no. Qui si aprono le porte di una nuova percezione di questo strumento sociale e una sorta di rivoluzione dei costumi.
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Il bacio lo si conosce fin da piccoli: la mamma che per comunicare il proprio amore bacia il neonato. Il bacio, insomma, ci accompagna durante tutta la nostra vita a partire dalla nascita?
Niola: Il bacio ci conduce verso la vita, ci nutre. Non è un caso come dicono gli etologi che il bacio come gesto nasce probabilmente dalla nutrizione animale, dalle scimmie superiori, perché le mamme premasticavano il cibo e imboccavano i figli.
Da gesto funzionale nutrizionale diventa un gesto emozionale e simbolico, che significa l’amore, l’affetto e la dedizione. Ci sono baci per tutte le stagioni, per tutte le età e per tutti i momenti. Quando ci si laurea si riceve il cosiddetto “bacio accademico”, quando si diventa adulti si viene baciati da tutti e spesso da bambini ci scoccia molto dover baciare tutti i parenti. È un segno che unisce, esattamente come univa i primi cristiani. Lo dice San Paolo: scambiatevi il bacio di pace. I cristiani si baciavano sulla bocca, tutti, altrimenti non si era cristiani.
Con la pandemia il bacio fa paura purtroppo. Secondo voi torneremo a baciarci tutti? Qual è l’eredità del Covid in questo contesto?
Moro: Noi siamo ottimisti, perché l’uomo è un essere che si adatta. Così come abbiamo assunto dei comportamenti totalmente nuovi nell’arco di pochi mesi, torneremo a fare ciò che facciamo da migliaia di anni, cioè baciarci e abbracciarci.
Ovviamente sarà un po’difficile all’inizio, perché la diffidenza è diventata una pratica quotidiana, ma presto questa fame di baci la sazieremo. Molto probabilmente ci saranno dei comportamenti nuovi, forse anche delle aperture, perché abbiamo scoperto che sono più che mai preziosi questi momenti di contatto fisico. Il nostro corpo è rimasto per mesi in lockdown, abbiamo vissuto un lockdown dei sensi.
Siamo molto ottimisti e pensiamo che troveremo una via per tornare a baciarci con gusto e con più apertura umana di prima. Prima davamo per scontata la possibilità di baciarsi.
Daremo quindi un valore aggiunto al bacio?
Moro: Secondo me sì, perché come sempre la privazione accende il desiderio, e il desiderio dei baci crescerà. Cercheremo di rifarci di tutti i baci rubati da questo Covid.
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