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Più sanzioni per abusi su minori, la Chiesa cattolica presenta nuovo codice penale - Video

© Sputnik . Servizio Fotografico Vaticano / Vai alla galleria fotograficaPapa Francesco ha riaperto le celebrazioni liturgiche con i fedeli dando inizio al rito presso la tomba di Giovanni Paolo II in occasione del centenario della nascita del pontefice polacco, nella Basilica di San Pietro
Papa Francesco ha riaperto le celebrazioni liturgiche con i fedeli dando inizio al rito presso la tomba di Giovanni Paolo II in occasione del centenario della nascita del pontefice polacco, nella Basilica di San Pietro - Sputnik Italia, 1920, 01.06.2021
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Il nuovo "codice penale" della Città Stato del Vaticano è entrato in vigore, molte le novità che riguarderanno non più solo i preti, ma anche religiosi e fedeli laici.
Papa Francesco aveva avviato una riforma del Codice di Diritto Canonico, in particolare il Libro VI che riguarda il “codice penale” vaticano. Con la nuova versione presentata quest’oggi dal presidente del Pontificio consiglio per i Testi legislativi, monsignor Filippo Iannone, la Chiesa cattolica fa un passo avanti verso l’inasprimento delle pene in caso di reati per abuso su minori e nel caso di reati patrimoniali.
Le nuove norme, ha spiegato l’alto prelato durante la conferenza svoltasi nella Sala Stampa vaticana, aggiorna la versione del Libro VI redatta nel 1970 e fornisce alla Chiesa un più ampio e dettagliato ventaglio di possibilità sanzionatorie nei confronti di chi si macchia di gravi reati contro la persona o il patrimonio.
E non solo i chierici, ma anche i laici con incarichi in Vaticano o nelle chiese particolari potranno essere sanzionati. Questi ultimi, ad esempio, con l’estromissione dall’incarico ministeriale ricevuto dal vescovo locale.
Oltre a sanzionare i delitti in maniera più specifica ed appropriata, il nuovo testo introduce anche degli strumenti normativi per correggere e prevenire i delitti. Altro punto toccato dalla riforma riguarda la norma sulla prescrizione, al fine di ridurre i tempi dei processi.
Il nuovo codice penale vaticano, approvato dal Papa attraverso la Costituzione apostolica ‘Pascite gregem Dei’, introduce anche reati nuovi che prima non erano previsti. Così da meglio rispondere alle mutate esigenze della società.

Le nuove pene previste

l nuovo codice prevede nuove pene, tra cui l’ammenda, il risarcimento del danno, la privazione di tutta o di parte della remunerazione ecclesiastica.
Le pene sono state riordinate e corredate di maggiori dettagli per fornire all’autorità ecclesiastica la possibilità di individuare quelle più adeguate e proporzionate ai singoli delitti, ha riferito monsignor Iannone al Vatican News.

I delitti contro la vita e gli abusi sessuali

Gli abusi sessuali sono ora inclusi in una nuove sezione dedicata che prende il nome di “Delitti contro la vita, la dignità e la libertà dell’uomo”, dando loro una collocazione di maggiore gravità.
Viene tra l’altro introdotto il delitto di abuso sui minori commesso anche dai membri di istituti di vita consacrata e da altri fedeli, e non più solo dai preti diocesani.

I reati patrimoniali

Altro capitolo riguarda i reati patrimoniali che hanno scosso il Vaticano in questi anni. Sono stati introdotti i principi di trasparenza amministrativa, la corretta gestione dei beni. Da ciò deriva che vengono puniti i reati di abuso di autorità, la corruzione, le appropriazioni indebite e anche la mala gestione del patrimonio ecclesiastico.
In materia patrimoniale, ha spiegato monsignor Iannone, si è fanno un balzo in avanti rispetto alle norme introdotte nel 1983.
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