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Fidanza a Sputnik sullo Ius Soli: “Facciamo un referendum per chiedere il parere degli italiani”

© REUTERS / Remo CasilliReferendum taglio parlamentari a Roma
Referendum taglio parlamentari a Roma - Sputnik Italia, 1920, 01.06.2021
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La questione dello Ius Soli (l'acquisizione automatica della cittadinanza di un determinato Stato se si nasce sul suo territorio) è di nuovo riapparso nel dibattito politico.
Il neo segretario del Partito Democratico Enrico Letta, facendo riferimento al “disastro demografico”, è intenzionato a fare approvare la nuova legge al più presto possibile.
"Per quanto mi riguarda" quello sulla cittadinanza, dice il segretario del Pd all'incontro promosso dalle Acli nazionali, "è un impegno che, se non riusciremo in questa legislatura, lo porteremo avanti nella prossima ma lo vogliamo fare". "E lo vogliamo fare a partire da un grandissimo sforzo culturale - ribadisce a margine del convegno 'Ius Soli. Italiano, modestamente, Io nacqui. L'ho volutamente messo nel dibattito di uscita dalla pandemia perché io mi sento di legare le due cose. L'Italia nuova del post pandemia deve emendarsi di tanti difetti del passato".
Perché Letta ha deciso di giocare questa carta adesso? Come pensa di agire alla proposta del leader dei Dem il secondo partito italiano? Per parlarne Sputnik Italia ha raggiunto Carlo Fidanza, il capodelegazione di FdI al Parlamento europeo.
© Foto : Fornita da Carlo FidanzaCarlo Fidanza
Carlo Fidanza - Sputnik Italia, 1920, 01.06.2021
Carlo Fidanza
— On. Fidanza, Enrico Letta non molla e insiste sullo Ius Soli. A Suo avviso, è una questione prioritaria in questo momento?
— Letta appare un marziano. Abbiamo migliaia di aziende che non hanno più riaperto dopo la crisi del Covid, altre decine di migliaia che rischiano di non riprendersi più, un milione di nuovi disoccupati nell’ultimo anno, indennizzi assolutamente insufficienti che hanno lasciato in ginocchio tante attività. Intanto ogni giorno centinaia di immigrati irregolari continuano ad arrivare sulle nostre coste indisturbati, senza alcuna possibilità di essere integrati. In questo quadro, pensare a come rendere italiani centinaia di migliaia di stranieri, in una nazione come l’Italia che è seconda in Europa per numero di cittadinanze concesse con le attuali leggi, dà la misura della distanza tra la sinistra e i cittadini.
Secondo gli ultimi sondaggi, Fratelli d’Italia ha superato il Partito Democratico al secondo posto. Alcuni esperti considerano la mossa di Letta come tentativo di fermare il centrodestra ad ogni costo. Lei è d’accordo?
— Credo risponda alla necessità di Letta di ricompattare sul Pd l’elettorato di sinistra, con proposte identitarie che parlino a quel mondo. Certo fa specie pensare che oggi la gente dovrebbe riappassionarsi alla sinistra con lo Ius Soli, la legge Zan contro l’omofobia o la proposta demagogica della tassa di successione per dare una dote ai giovani. Una volta almeno con la sinistra ci si confrontava sui temi del lavoro, della giustizia sociale, della produzione industriale. Viene da rimpiangere quei tempi.
La dichiarazione del nuovo segretario PD è stata è stata recepita dal FdI come una dichiarazione di guerra. Come pensate di agire, tenendo anche presente che la gran parte dei decreti Salvini è stata già cambiata?
— Noi facciamo la nostra battaglia in Parlamento. Questo Parlamento ha una maggioranza di sinistra e se arriveranno in Parlamento con queste proposte noi faremo tutto quanto democraticamente possibile per fermarle. Se riusciranno ad approvarle le cancelleremo non appena saremo al governo. O magari potremmo chiedere agli italiani cosa ne pensano con un referendum abrogativo. Sicuramente non staremo a guardare.
Il centrodestra però non sembra unita sullo Ius Soli. Forza Italia condivide la scelta di Letta, vuol dire che questa volta potete contare solo su Salvini?
— Soltanto alcuni singoli esponenti di Forza Italia hanno un atteggiamento di apertura verso lo Ius Soli. Il centrodestra al momento giusto sarà compatto per fermare questa follia.
Nel frattempo, dopo una “tregua” a Lampedusa tornano i barconi con i clandestini a bordo. Si può fare qualcosa prima che la situazione diventi davvero ingestibile?
— È inutile continuare a chiedere la solidarietà europea per ridistribuire i clandestini che arrivano da noi. Bisogna ribaltare la prospettiva: bisogna fermare le partenze con un blocco navale, ovvero una missione militare europea, concordata con le autorità libiche, che fermi i barconi della morte nel Mediterraneo.
Contestualmente bisogna aprire in Africa i centri di identificazione dove distinguere chi è realmente profugo e ha diritto all’accoglienza da chi è migrante economico e può essere accolto in piccole quantità secondo le leggi che già abbiamo. Con una selezione fatta dalle nostre autorità nelle ambasciate e non dai trafficanti di esseri umani. Soltanto così si potrà porre fine a questa tratta e al vergognoso business che la alimenta.
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