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Che fine farà Dogecoin? Secondo Berry Silbert non una buona fine

CC BY 2.0 / Aranami / One DogecoinCriptovaluta Dogecoin
Criptovaluta Dogecoin - Sputnik Italia, 1920, 01.06.2021
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Tutta colpa di dogecoin se il bitcoin non sale più sopra i 40 mila dollari, secondo l'imprenditore Barry Silbert. Ma stanno davvero così le cose? Forse non proprio.
Dogecoin, la criptovaluta dedicata al cane giapponese Shiba Inu, ha raggiunto il quarto posto nella classifica delle criptovalute per capitalizzazione di mercato grazie a Elon Musk e sempre grazie al folle visionario e imprenditore di Tesla, è crollata miseramente all’attuale 7° posto, ma era scivolata anche più in basso.
Recentemente si è fatto risentire uno dei suoi sviluppatori originari attraverso l’account Twitter Shibetoshi Nakamoto chiedendo a Barry Silbert cosa intende per utilità? Adozione?
Perché se è così, allora dogecoin è usata come moneta, infatti è in crescita faceva notare nel tweet di un paio di giorni fa lo sviluppatore.
E Barry Silbert, fondatore e CEO del Digital Currency Group, gli ha risposto che lui è contento di vedere cosa potrà diventare DOGE nei prossimi anni, ma che la capitalizzazione attuale e quindi il suo prezzo, è troppo eccessivo.

“Sono davvero entusiasta di vedere cosa può diventare DOGE nel tempo. Di certo non sta sparendo e ha una delle comunità più appassionate. Ma non vale 37 miliardi di dollari. Mi dispiace”.

Dannato bitcoin

Tutto nasce da un tweet di Barry Silbert in cui questi si arrabbia con bitcoin perché lo scorso fine settimana è crollato ancora una volta. Nei commenti successivi ha scritto che tutta la colpa è di criptovalute minori come dogecoin, che hanno attratto 37 miliardi di dollari di capitalizzazione mentre ne valgono al massimo 1 miliardo.
A chi lo ha criticato, Barry Silbert ha fatto notare che dogecoin è solo gioco d’azzardo e che una volta passato lo slancio, i detentori passeranno la mano per fiondarsi sulla prossima criptovaluta dalla quale potranno guadagnare 10x.

Perché le criptovalute non ‘tirano’?

L’aver posto la questione del rispetto dell’ambiente nel settore delle criptovalute, ha raffreddato gli animi dei grandi investitori che stavano investendo pesantemente nelle criptovalute.
Secondo quanto riportato alcuni giorni fa in una analisi da Coindesk, Musk sarebbe stato chiamato da uno degli azionisti di peso di Tesla, il fondo BlackRock. Questo fondo da circa un anno ha fatto del rispetto dell’ambiente una sua bandiera e non vede di buon occhio tutti quegli investimenti che non siano ESG. Quindi, se aziende in cui BlackRock investe non rispettano l’ambiente, fa sentire la sua voce.
Si è posta quindi la questione ambientale nel settore delle criptovalute e gli investitori con grandi risorse economiche si sono messi in stand by. Da qui la mossa di MicroStrategy di invitare Elon Musk in una iniziativa, non si sa quanto seria e davvero efficace, volta a rendere green il bitcoin.
Ecco, se bitcoin e le criptovalute non vanno più su e non riescono proprio a superare il livello di resistenza dei 40 mila USD, è probabilmente perché manca la spinta forte degli investitori di peso e probabilmente mancherà per un bel po’.
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