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 - Sputnik Italia, 1920, 18.09.2021
La situazione in Afghanistan
Dopo la presa di potere da parte dei talebani il futuro appare incerto per l'Afghanistan. Le forze militari guidate dagli USA si sono ritirate dal paese dopo 20 anni. Mentre alcune nazioni continuano a evacuare i loro cittadini, il paese dell'Asia centrale vive una crisi politica e umanitaria.

Afghanistan: Offerta di protezione asilo a chi ha collaborato significa che torneranno i talebani?

© Foto : PixabayDonne afgane in burqa
Donne afgane in burqa - Sputnik Italia, 1920, 01.06.2021
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La notizia di ieri è che il governo del Regno Unito attuerà uno speciale programma di protezione per gli interpreti e altro personale afgano che ha collaborato con l’esercito britannico. Si prevede che verrà dato asilo ad almeno 3mila afgani. Ma questo non significa implicitamente che si dà per scontato torneranno i talebani?
Dopo vent’anni di impegno militare contro i talebani, la coalizione lascia l’Afganistan. Vent’anni spesi bene? È stata una vittoria, adesso l’Afganistan può andare per conto suo liberato dal terrore degli integralisti verso finalmente una lunga strada di democrazia e prosperità grazie al sacrificio della missione occidentale?
In memoria dei 53 italiani morti, 31 dei quali uccisi in agguati e vere e proprie azioni di guerra, e in generale per rispetto per le oltre 3.500 perdite della coalizione nel suo totale, per non parlare delle centinaia di migliaia di civili persi, verrebbe voglia di dire sì, è servito.
Ma come spiegare la notizia di ieri, data dalla BBC, secondo la quale il segretario alla Difesa Ben Wallace, avrebbe approvato un'accelerazione del programma di ricollocazione e accoglienza nel Regno Unito di tutti coloro che hanno collaborato con l’esercito britannico in Afghanistan?
È stato lo stesso Wallace implicitamente ad ammettere: “Con l'uscita delle potenze occidentali, la minaccia sta aumentando, compresi gli attacchi mirati dei talebani. Coloro che hanno lavorato per gli inglesi hanno sacrificato molto per prendersi cura di noi e ora è il momento di fare lo stesso".
In altre parole – hanno lavorato per noi, hanno scommesso su di noi, si sono esposti, adesso ce ne andiamo, non li possiamo lasciare in mano alle rappresaglie quando torneranno i talebani.
Di fatto un’ammissione di sconfitta. Per altro anche molto onesta e corretta dal punto di vista umano.
Mettiamoci nei panni di un interprete afgano. Scelgo di stare dalla tua parte perché spero che veramente mi porterai democrazia e mi libererai dall’integralismo e da una mentalità da tagliagola, mi espongo, ci metto la faccia, tutti sanno che posizione ho preso e con chi ho lavorato, poi tu lasci perdere e te ne vai senza aver concluso nulla e mi lasci da solo in mezzo ai lupi?

A proposito di lupi e a proposito di ammissioni implicite

Ammissioni implicite si fa per dire, ascoltate bene questo video con protagonista il 67mo Segretario di Stato USA Hillary Clinton durante l’Amministrazione Obama:
Dei problemi che abbiamo di fronte oggi in qualche modo dobbiamo assumercene la responsabilità, avendo contribuito a crearli. Abbiamo una storia che riguarda il Pakistan e non solo. Le persone che stiamo combattendo oggi sono le stesse che abbiamo finanziato venti anni fa e l'abbiamo fatto perché eravamo impegnati in una lotta con l'Unione Sovietica.
Avevano invaso l'Afghanistan e noi non volevamo lasciargli il controllo dell'Asia centrale. Quindi ci abbiamo studiato sopra ed è stato il Presidente Reagan, in collaborazione con il Congresso guidato dai democratici, che disse che sembrava una buona idea lasciar fare l'ISI, le forze pakistane e permettere l’assunzione di questi mujaheddin.
E lasciarli venire da Arabia Saudita e altri paesi per importare il loro marchio wahabita dell'islam in modo che potessero andare a battere l'Unione Sovietica. E indovinate cosa, i sovietici infatti poi si sono ritirati, hanno perso miliardi di dollari e tutto ciò ha portato al crollo dell'Unione Sovietica.
Quindi vi è un argomento molto forte, non è stato un cattivo investimento in termini di Unione Sovietica, ma ora dobbiamo stare attenti a ciò che abbiamo seminato, perché rischiamo di raccoglierlo.
Non lo so più di così. Altro che complottismo. Piuttosto, chissà se anche gli Stati Uniti offriranno cittadinanza e accoglienza a tutti gli afgani che in buona fede si sono sacrificati per aiutarli sul campo.
Qui di seguito delle immagini dell’Afghanistan negli anni prima che arrivassero i mujaheddin sponsorizzati dall’Occidente per contrastare l’URSS, quelli di cui parla la Clinton, gli stessi che oggi si chiamano talebani per intenderci.
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