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Afghanistan: Offerta di protezione asilo a chi ha collaborato significa che torneranno i talebani?

© Foto : PixabayDonne afgane in burqa
Donne afgane in burqa - Sputnik Italia, 1920, 01.06.2021
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La notizia di ieri è che il governo del Regno Unito attuerà uno speciale programma di protezione per gli interpreti e altro personale afgano che ha collaborato con l’esercito britannico. Si prevede che verrà dato asilo ad almeno 3mila afgani. Ma questo non significa implicitamente che si dà per scontato torneranno i talebani?
Dopo vent’anni di impegno militare contro i talebani, la coalizione lascia l’Afganistan. Vent’anni spesi bene? È stata una vittoria, adesso l’Afganistan può andare per conto suo liberato dal terrore degli integralisti verso finalmente una lunga strada di democrazia e prosperità grazie al sacrificio della missione occidentale?
In memoria dei 53 italiani morti, 31 dei quali uccisi in agguati e vere e proprie azioni di guerra, e in generale per rispetto per le oltre 3.500 perdite della coalizione nel suo totale, per non parlare delle centinaia di migliaia di civili persi, verrebbe voglia di dire sì, è servito.
Ma come spiegare la notizia di ieri, data dalla BBC, secondo la quale il segretario alla Difesa Ben Wallace, avrebbe approvato un'accelerazione del programma di ricollocazione e accoglienza nel Regno Unito di tutti coloro che hanno collaborato con l’esercito britannico in Afghanistan?
È stato lo stesso Wallace implicitamente ad ammettere: “Con l'uscita delle potenze occidentali, la minaccia sta aumentando, compresi gli attacchi mirati dei talebani. Coloro che hanno lavorato per gli inglesi hanno sacrificato molto per prendersi cura di noi e ora è il momento di fare lo stesso".
In altre parole – hanno lavorato per noi, hanno scommesso su di noi, si sono esposti, adesso ce ne andiamo, non li possiamo lasciare in mano alle rappresaglie quando torneranno i talebani.
Di fatto un’ammissione di sconfitta. Per altro anche molto onesta e corretta dal punto di vista umano.
Mettiamoci nei panni di un interprete afgano. Scelgo di stare dalla tua parte perché spero che veramente mi porterai democrazia e mi libererai dall’integralismo e da una mentalità da tagliagola, mi espongo, ci metto la faccia, tutti sanno che posizione ho preso e con chi ho lavorato, poi tu lasci perdere e te ne vai senza aver concluso nulla e mi lasci da solo in mezzo ai lupi?

A proposito di lupi e a proposito di ammissioni implicite

Ammissioni implicite si fa per dire, ascoltate bene questo video con protagonista il 67mo Segretario di Stato USA Hillary Clinton durante l’Amministrazione Obama:
Dei problemi che abbiamo di fronte oggi in qualche modo dobbiamo assumercene la responsabilità, avendo contribuito a crearli. Abbiamo una storia che riguarda il Pakistan e non solo. Le persone che stiamo combattendo oggi sono le stesse che abbiamo finanziato venti anni fa e l'abbiamo fatto perché eravamo impegnati in una lotta con l'Unione Sovietica.
Avevano invaso l'Afghanistan e noi non volevamo lasciargli il controllo dell'Asia centrale. Quindi ci abbiamo studiato sopra ed è stato il Presidente Reagan, in collaborazione con il Congresso guidato dai democratici, che disse che sembrava una buona idea lasciar fare l'ISI, le forze pakistane e permettere l’assunzione di questi mujaheddin.
E lasciarli venire da Arabia Saudita e altri paesi per importare il loro marchio wahabita dell'islam in modo che potessero andare a battere l'Unione Sovietica. E indovinate cosa, i sovietici infatti poi si sono ritirati, hanno perso miliardi di dollari e tutto ciò ha portato al crollo dell'Unione Sovietica.
Quindi vi è un argomento molto forte, non è stato un cattivo investimento in termini di Unione Sovietica, ma ora dobbiamo stare attenti a ciò che abbiamo seminato, perché rischiamo di raccoglierlo.
Non lo so più di così. Altro che complottismo. Piuttosto, chissà se anche gli Stati Uniti offriranno cittadinanza e accoglienza a tutti gli afgani che in buona fede si sono sacrificati per aiutarli sul campo.
Qui di seguito delle immagini dell’Afghanistan negli anni prima che arrivassero i mujaheddin sponsorizzati dall’Occidente per contrastare l’URSS, quelli di cui parla la Clinton, gli stessi che oggi si chiamano talebani per intenderci.
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