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"Virus clinicamente morto": un anno dopo Zangrillo non si rimangia nulla

© Sputnik . Evgeny UtkinUn poster con la scritta “Noi amiamo Bergamo”
Un poster con la scritta “Noi amiamo Bergamo” - Sputnik Italia, 1920, 31.05.2021
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Il primario del reparto di Terapia intensiva del San Raffaele di Milano vede analogie tra il miglioramento della situazione epidemiologica attuale e quello dell'anno scorso a fine primavera, rilevando che ora "abbiamo un presidio fondamentale come i vaccini".
Il professor Alberto Zangrillo ad un anno di distanza dal suo commento diventato virale sul "virus che non esiste più dal punto di vista clinico" è tornato a parlare a L'aria che tira, difendendo la posizione assunta in passato.
"Non sono stato per nulla audace, ho semplicemente fotografato la realtà. Il clinico fotografa la realtà e se è bella si sente spinto a renderla pubblica. Non mi rimangio una virgola, quella frase è stata oggetto di speculazione da parte di tristi personaggi in cerca di una ribalta. Ho dato loro da mangiare per un anno," ha affermato Zangrillo.
Dopo ha fatto un confronto tra la situazione epidemiologica attuale e quella di un anno fa a fine primavera, rilevando un grande vantaggio di cui possiamo disporre ora.
"Ora accade quello che è accaduto un anno fa, con l’aggiunta che abbiamo un presidio fondamentale come i vaccini", ha dichiarato rilevando l'importanza della "cura sul territorio.
Zangrillo ha poi criticato il modo in cui è stata monitorata la situazione epidemiologica in Italia, in particolare sul conteggio delle vittime.
"Ci siamo fatti del male da soli dipingendo un numero di morti superiore a quello di altri paesi che hanno semplicemente contato in modo diverso".
Relativamente all'uso della mascherina, Zangrillo ha fatto appello al buon senso, condividendo sostanzialmente la posizione dell'infettivologo del San Martino di Genova Matteo Bassetti.
"Quando sono in montagna in mezzo ai boschi e vedo una persona con la mascherina penso che abbia una patologia psichiatrica...La mascherina si mette quando si entra in farmacia, in banca: ma se vedo una persona da sola sul Lungotevere alle 6 del mattina, mi viene da dire: poverina."
Infine Zangrillo non si è lasciato andare a previsioni sul breve, chiedendo tuttavia di "sviluppare strumenti" e non "chiuderci nel fortino", auspicando inoltre dialogo e collaborazione tra i medici di base e i dottori negli ospedali.
In precedenza il virologo Andrea Crisanti si era espresso contro le riaperture ed aveva invitato a mantenere alta l'allerta, sostenendo che la pandemia non era finita.
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