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Stretto di Messina, scoperta la faglia che scatenò il devastante terremoto del 1908

CC BY-SA 3.0 / MarcoCrupi / Lo stretto di Messina
Lo stretto di Messina - Sputnik Italia, 1920, 31.05.2021
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Una rilevante scoperta scientifica permetterà di meglio comprendere le dinamiche che scatenano i terremoti nello Stretto di Messina.
Il terremoto di Messina ancora oggi è ricordato come il più devastante nella storia d’Italia degli ultimi secoli. Quel 28 dicembre 1908 la terra tremò per 30 secondi radendo al suolo Messina, Reggio Calabria e altri paesi limitrofi, i morti furono oltre 100 mila.
A distanza di oltre un secolo la ricerca scientifica prosegue per monitorare e comprendere meglio i meccanismi che portarono la terra a scatenare un’onda sismica così devastante.
Grazie ad una sorta di ecografia dei fondali marini dello Stretto di Messina, condotta da un team internazionale di ricercatori, che ha coinvolto l’Università di Catania, il Center for Ocean and Society, l’Istituto di geoscienze dell’Università di Kiel, e l’osservatorio etneo dell’Ingv, è stato possibile individuare l’ubicazione esatta della faglia che originò quel terremoto.
Per giungere a questo risultato, gli scienziati hanno mappato il fondale marino ad alta risoluzione e analizzato i dati sismologici e geomorfologici rilevati dai sismografi dell’epoca.
Il sisma del 1908, infatti, fu rilevato dai sismografi di varie stazioni presenti in più parti del mondo.
Analizzando con un approccio multidisciplinare 35 profili sismici a riflessione di alta risoluzione, si è arrivati a scoprire quale di questi ha originato il terremoto.

L’ecografia inequivocabile

I ricercatori hanno affermato che “l'ecografia del fondale ha consentito di individuare in modo inequivocabile una profonda spaccatura nel fondale dello Stretto di Messina. La faglia mostra evidenze di attività recente poiché disloca il fondale marino con scarpate fino a 80 metri di altezza. L'analisi sismica in ambiente 3D e studi geomorfologici sul terreno hanno poi permesso di seguire la faglia per tutto il suo sviluppo ottenendo, dunque, preziose informazioni sulla sua lunghezza, un parametro fondamentale per la stima della magnitudo massima attesa in caso di riattivazione della stessa ma anche un raffronto con l'evento del 1908”, riporta RaiNews.
La ricerca, dal titolo “The Messina Strait: Seismotectonic and the Source of the 1908 Earthquake" è stata pubblicata sulla rivista internazionale ‘Earth-Science Reviews’, e servirà all’Italia per comprendere meglio le dinamiche che scatenano terremoti in quell’area geografica.
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