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Premier libico Dabaiba chiede aiuto all’Italia: abbiamo bisogno anche di voi

© Sputnik . The Ministry of Foreign Affairs of the Russian Federation / Vai alla galleria fotograficaPremier libico Dbeibah
Premier libico Dbeibah - Sputnik Italia, 1920, 31.05.2021
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Il premier libico in Italia per chiedere l'aiuto delle imprese italiane nell'opera di ricostruzione del Paese, a partire da scuole, case e infrastrutture.
Il premier della Libia, Abdelhamid Dabaiba, partecipa a Roma al business forum ‘La nuova Libia si presenta alle imprese italiane’, e nel suo intervento afferma che quello trascorso “è stato un decennio duro e abbiamo bisogno del sostegno di tutti i Paesi, non solo dell'Italia, anche se l'Italia è un partner, un paese fratello”, come riporta il quotidiano La Stampa.
Quindi ricorda il ruolo strategico dell’Eni che è “tra i nostri partner più grandi per il petrolio”, afferma Dabaiba, ma il discorso investe anche le infrastrutture dove “il rapporto con l'Italia è molto forte e ci dispiace che lo scambio commerciale si sia abbassato, il nostro obiettivo è incrementarlo”, promette.

C’è molto da fare in Libia afferma Dabaiba, perché dopo anni di guerra interna, “dobbiamo ricostruire scuole, ospedali, infrastrutture, vogliamo tornare alla produzione di 3 - 4 milioni di barili al giorno e rilanciare i settori dell'economia. E il miglior partner siete voi”, dice.

La partenza dei migranti dalla Libia

Il premier Dabaiba ha ringraziato l’Italia per l’aiuto fornito nella lotta all’immigrazione illegale, ed ha ringraziato anche l’Unione Europea per il suo supporto.
La Libia ritiene “molto importante” il ruolo dell’Italia nella gestione della crisi migratoria.
Ed infine un grazie all’Italia per aver mantenuto aperta l’ambasciata a Tripoli e il consolato a Tobruk, a cui presto si aggiungerà la riapertura del consolato a Bengasi. “E questo è un punto positivo per l’Italia, che va apprezzato altamente”, afferma ancora il premier libico Dabaiba.

Le imprese italiane al business forum

Al business forum con la Libia partecipano tra le altre l’Eni, Saipem, Terna, Ansaldo Energia, Leonardo, WeBuild, Enav, Cnh Industrial e Fincantieri.
Con la Libia si punta a riattivare la costruzione dell’Autostrada della pace risalente all’accordo siglato tra Silvio Berlusconi e Muammar Gheddafi nel 2008, riporta l’Huffingtonpost.
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