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Il "metodo Draghi" anche per la Rai: ad e presidente lontani dai partiti

© Filippo AttiliMario Draghi
Mario Draghi - Sputnik Italia, 1920, 31.05.2021
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Il premier vorrebbe chiudere la partita sulle nomine dei nuovi vertici Rai entro un paio di settimane. Massimo riserbo sui nomi, si punta su manager tecnico e su un presidente "super partes".
Nessuna nomina politica, ma un manager esperto di bilanci e un presidente “di garanzia”. Sono questi i profili su cui il premier Mario Draghi punta per rivoluzionare la Rai.
Per ora le indiscrezioni parlano di un uomo e una donna, per rispettare l’alternanza di genere. Sembra essere l’unica certezza. Ovviamente circolano alcuni nomi, ma da Palazzo Chigi c’è il più assoluto riserbo.

Tra i papabili, secondo Repubblica, ci sarebbe Raffaele Agrusti, già Chief financial officer dell’azienda ed ex amministratore delegato di Generali. E ancora Andrea Castellari, ai vertici di Discovery, Marinella Soldi, con un passato nella stessa azienda, Andrea Scrosati, ex Sky, Laura Cioli, Tinny Andreatta e Ferruccio De Bortoli.

Alcuni di loro avrebbero già declinato l’offerta. Ma il premier dovrebbe avere già le idee chiare, visto che le nomine dovrebbero arrivare a metà giugno e al massimo entro la fine del mese. Il metodo per la scelta sarà quello già usato nei mesi scorsi per l’ad di Cassa Depositi e Prestiti, per il commissario all’emergenza Covid, e per il Dis.

È quello che ormai è stato ribattezzato “metodo Draghi”: massima riservatezza, scelte rapide e indipendenti.

L’obiettivo, dopo le polemiche di questi mesi, è quello di rilanciare un’azienda con i conti in sofferenza attraverso innovazione, digitale, contenuti accattivanti e razionalizzazione della spesa. Il modello a cui puntare è quello dei grandi network internazionali, per riportare la Rai nell’Olimpo dell’informazione globale.
Per questo l’ad dovrà essere un tecnico, mentre per il presidente si pensa anche ad un giornalista super partes su cui possano convergere tutti i partiti.
Mettere d’accordo le forze politiche, però, sul dossier Rai non sarà semplice. Ognuno ha i suoi uomini di fiducia che vuole sistemare nelle caselle che contano. Il compromesso, probabilmente, per molti, sarà l’ottenimento di un posto nel consiglio di amministrazione.
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