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Animali, sostanza tossica uccide un piccolo di orca attraverso il latte materno

© AFP 2021 / Marcel MochetOrche
Orche - Sputnik Italia, 1920, 31.05.2021
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Un piccolo di orca di soli 10 giorni si è spiaggiato al largo delle coste norvegesi. Un team di ricercatori ha scoperto che è morto per sostanze tossiche nell'acqua contaminata. Questi elementi sono entrate nel suo organismo attraverso la madre.
Durante lo studio, appena pubblicato sulla rivista Environmental Toxicology and Chemistry, gli scienziati del Norvegian Orca Surbey hanno sottoposto l'animale, spiaggiato nel paese nordico nel novembre 2017, all'autopsia.
Esaminando gli organi interni del piccolo e altri sette esemplari morti tra il 2015 e il 2017, hanno concluso che quasi tutti gli animali avevano elevati livelli di policlorobifenili, o PCB [alla base dei fluidi dielettrici o usato per agenti di scambio termico, NDR] nei reni, nell'intestino e nel fegato. Mentre questa sostanza tossica è stata vietata nel 1979, a volte viene utilizzata come ritardante di fiamma.
I corpi degli esemplari studiati contenevano anche resti di altri contaminanti che non sono ancora noti, quindi non sono ancora vietati, ma "hanno le stesse proprietà di accumulo" nei tessuti dei mammiferi.
"È motivo di preoccupazione, in quanto non sono ancora regolamentati, quindi non sappiamo ancora quasi nulla di quanto possano essere dannosi per la fauna selvatica", ha detto a LiveScience l'autrice principale dello studio, Eve Jourdain.
Tuttavia, ciò che ha sorpreso di più i ricercatori è stato il fatto che le orche appena nate avevano gli stessi livelli di bifenile (alla base dei policlorobifenilidi) nei loro corpi degli esemplari adulti. Jourdain ha spiegato che i contaminanti sarebbero stati trasmessi ai giovani "attraverso la placenta o il latte materno".
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Paradossalmente, i perfluoroalchili [usati nella produzione di stoviglie antiaderenti, moquette e cartoni, NDR], soprannominati sostanze chimiche permanenti, non si degradano e il mercurio non si accumula in grandi quantità nei corpi della prole, suggerendo che "queste sostanze hanno un trasferimento materno meno efficace".
Ad oggi non è noto se queste sostanze rappresentino un pericolo per la specie in generale, ma alcuni studi suggeriscono che possono influenzare il suo sistema immunitario e riproduttivo.
"Ciò significa che le orche possono diventare più vulnerabili agli agenti patogeni e alle malattie", ha avvertito Jourdain.
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