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"Ambiente svenduto", Ilva di Taranto: condannati a 20 e 22 anni Nicola e Fabio Riva

© Foto : TPIIlva di Taranto
Ilva di Taranto - Sputnik Italia, 1920, 31.05.2021
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Sentenze pesanti al processo 'Ambiente svenduto' sui reati ambientali commessi dagli ex dirigenti dell'impianto siderurgico di Taranto.
Dopo anni di dibattimento giunge a conclusione il processo sull’indagine “Ambiente svenduto” che riguarda l’inquinamento ambientale della città di Taranto da parte dell’acciaieria ex-Ilva. I precedenti proprietari, Fabio e Nicola Riva, sono stati condannati rispettiva mente a 22 e 20 anni di carcere.
Nel processo risultano imputati 47 soggetti, di cui 44 persone fisiche e tre società. Iniziato nel 2012, il processo ha provato a gettare luce sull’inquinamento ambientale prodotto dallo stabilimento siderurgico.
Secondo i giudici, quindi, i fratelli Riva sono colpevoli dei reati di concorso in associazione per delinquere finalizzata al disastro ambientale, all’avvelenamento di sostanze alimentari, alla omissione dolosa di cautele sui luoghi di lavoro.
Per loro il pubblico ministero aveva chiesto 28 anni e 25 anni rispettivamente.
Ritenuto colpevole anche Nichi Vendola, allora presidente della Regione Puglia, condannato a tre anni e mezzo di reclusione, per il reato di disastro ambientale. Secondo l’accusa avrebbe esercitato pressioni sul direttore generale di Arpa Puglia di allora, per ammorbidire la posizione dell’agenzia nei confronti delle emissioni nocive emesse dall’impianto siderurgico di Taranto.

Le mille parti civili

Si sono costituiti parte civile al processo più di mille tra persone, comitati ed associazioni. Ci sono le mamme dei bambini morti di tumore, ci sono gli abitanti del quartiere Tamburi che affaccia sull’Ilva e i cui muri e balconi sono rossi come le polveri del parco minerario del polo siderurgico ex-Ilva.
Presente in aula anche Vincenzo Fornaro, consigliere comunale ed ex allevatore di bovini che subì l’abbattimento di 600 ovini contaminati dalla diossina dell’ex stabilimento Ilva.
Prima che il giudice pronunciasse la sentenza, Fornaro ha riferito ai giornalisti:
“È il giorno in cui si stabilirà, dopo 13 anni, chi ha ragione tra un manipolo di pazzi sognatori che continuano a immaginare un futuro diverso per questa città e chi resta industrialista convinto. Grazie a tutti quelli che in questi anni si sono battuti per arrivare a questo punto. Abbiamo fatto il massimo e continueremo a farlo”, riporta La Repubblica.
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