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La pietra della discordia: causa del conflitto tra ebrei e musulmani

© Sputnik . Kristina Afanasyeva / Vai alla galleria fotograficaLa Monte del Tempio a Gerusalemme
La Monte del Tempio a Gerusalemme - Sputnik Italia, 1920, 30.05.2021
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Il conflitto israelo-palestinese riaccesosi con rinnovata forza si è spostato rapidamente dalla striscia di Gaza alla Monte del Tempio a Gerusalemme. Qui gli arabi e gli ebrei si scontrano regolarmente.
E sebbene per entrambi questi luoghi siano considerati sacri, i loro punti di vista sono totalmente diversi. Sputnik approfondisce per voi in questo articolo la situazione a Gerusalemme.

Una serie infinita di divieti

Il monte degli Ulivi è probabilmente uno dei luoghi più ambiti al mondo. Milioni di ebrei sognano di essere sepolti nel cimitero ai piedi del monte. Un loculo in quel cimitero costa come minimo 11.000 dollari. Il luogo è diventato elitario non a caso: coloro che sono sepolti qui, infatti, secondo la Bibbia risorgono per primi poiché chiamati dal Messia ebraico.
Si dice che il potente sultano ottomano Solimano il Magnifico, venuto a conoscenza di questo fatto, si fosse impaurito a tal punto da ordinare di murare la Porta d’Oro in modo che il Messia non riuscisse a entrare. E di fronte alla Porta ordinò che venisse costruito anche un cimitero musulmano.
Infatti, nel luogo sacro dove un tempo sorgeva il tempio di Gerusalemme, secondo i precetti dei rituali ebraici, non è possibile entrare dopo essere entrati in contatto con i defunti. I rabbini locali risposero dicendo che il Messia nel suo cammino verso il monte non avrebbe incontrato alcun ostacolo.
Questo aneddoto viene spesso raccontato a coloro che capitano a Gerusalemme per la prima volta in modo che i visitatori capiscano la profondità del conflitto in questi luoghi sacri. Nelle ultime settimane la situazione è peggiorata nuovamente. Si erano appena placate le sparatorie nella striscia di Gaza quando sono cominciati gli scontri tra i palestinesi e la polizia israeliana sul Monte. Dopo la preghiera di venerdì 21 maggio sono stati lanciati bombe Molotov, pietre, proiettili di gomma e gas lacrimogeno.
“Queste sono provocazioni degli insediati (NdR: così alcuni palestinesi chiamano gli israeliani): durante il mese sacro del Ramadan le autorità dell’occupazione (NdR: israeliane) hanno attaccato la moschea di al-Aqsa. Mi hanno arrestato mentre pregavo”, confessa Fadi Matur, cittadino di Gerusalemme Est.
Per 10 giorni gli hanno vietato di salire sul Monte. L’ingresso, infatti, è presidiato dalla polizia israeliana che impedisce l’accesso ai palestinesi sospetti. Oggi i controlli sono stati rafforzati poiché la situazione in città è particolarmente tesa.
Risultati dell’escalation del conflitto tra Israele e Palestina - Sputnik Italia, 1920, 21.05.2021
Risultati dell’escalation del conflitto tra Israele e Palestina
È interessante che ad essere oggetto di attenzione non siano soltanto gli attivisti arabi, ma anche gli stessi ebrei. Domenica 23 maggio l’accesso al Monte è stato autorizzato agli ebrei dopo ben 19 giorni.
“Giovedì per la prima volta dopo un mese sono salita sul Monte. Solitamente lo facciamo in gruppo: ci hanno controllati uno a uno anche se di solito questa procedura non viene effettuata sui turisti. La polizia ci ha anche chiesto se per qualcuno di noi fosse la prima volta. A due che avevano alzato la mano hanno spiegato le regole: è vietato pregare, inginocchiarsi, intonare canti religiosi. Alcuni anni fa mi hanno ripreso perché muovevo le labbra (NdR: questo movimento era stato interpretato come una preghiera). È severamente vietato anche prendere delle pietre da terra”, spiega Anya Antopolskaya, cittadina di Gerusalemme.
Di conseguenza, gli ebrei credenti sono costretti a seguire il percorso indicato, monitorati dalla polizia israeliana e dal rappresentante dell’amministrazione palestinese sul Monte. Se ci sono delle infrazioni, si viene richiamati. Qualora vi siano recidive, si viene scortati fuori.
“È da 12 anni che salgo sul Monte ogni mese”, aggiunge la donna. “E ancora non riesco a capire perché io che sono una persona credente non posso pregare in un luogo sacro!”
E comunque non si riesce ad arrivare sempre fino in fondo. I non musulmani possono passare dalla domenica al giovedì dalle 7 alle 10 del mattino. Quando aumentano le tensioni tra israeliani e palestinesi, i fedeli di altre religioni non vengono proprio fatti passare.
© Sputnik . Vitaly BelousovMuro del Pianto
Muro del Pianto - Sputnik Italia, 1920, 30.05.2021
Muro del Pianto

Divergenze sacre

Da anni gli ebrei tentano di mettere in discussione delle regole molto rigide. Ma la Corte suprema israeliana non può farci molto: il Monte del Tempio, infatti, presenta ai sensi di legge uno status molto delicato. E il problema ha le sue radici nell’antichità.
Tutto risale a una semplice pietra che gli ebrei chiamano la “pietra di fondazione” e gli arabi la “pietra nobile”. Proprio da questa pietra, secondo entrambe le religioni, il Signore avrebbe cominciato la creazione del mondo.
Nel X secolo a.C. il re biblico Davide collocò su questa pietra l’Arca dell’Alleanza con le Tavole della Legge. Suo figlio Salomone eresse in questo punto il suo Tempio. Esattamente al di sopra di questa pietra si trovava il Sancta Sanctorum, luogo in cui è presente Dio. Qui poteva entrare soltanto un sommo sacerdote e soltanto una volta l’anno.
Il primo Tempio rimase in piedi per 400 anni: fu distrutto dai babilonesi. Il secondo fu costruito nell’arco di 5 secoli e fu terminato durante la reggenza del re Erode. Fu una delle più maestose opere dell’antichità. Ma dopo alcuni decenni, nel 70 d.C., fu raso al suolo dai romani. Per diversi secoli questo luogo sacro rimase vuoto.
Poiché il Tempio viene frequentemente menzionato nella Bibbia, la sua sacralità viene riconosciuta dai fedeli di tutte e tre le religioni che seguono le Sacre Scritture, ossia giudaismo, islam e cristianesimo. I cristiani collegano al Tempio diversi importanti eventi della vita terrena di Gesù Cristo.
Al Tempio si recava anche il profeta Maometto. Secondo la dottrina, l’Onnipotente una notte con un miracolo lo trasportò qui dalla Mecca a cavallo del destriero mistico Buraq. Dalla Pietra di fondazione il profeta fu elevato nei cieli dove ebbe modo di vedere il paradiso.
Maometto e i suoi seguaci pregavano proprio in direzione del Monte del Tempio dove, come recita il Corano, si trovava “l’altra moschea”. Secondo i musulmani, si tratta della moschea al-Aqsa. Nelle Sacre scritture dell’Islam si menzione soltanto una moschea, ossia Al-Masjid al-Haram a La Mecca. È la terza più importante per i musulmani.
© Sputnik . Kristina Afanasyeva / Vai alla galleria fotograficaMuro del Pianto
Muro del Pianto - Sputnik Italia, 1920, 30.05.2021
Muro del Pianto
Questa viene spesso confusa con la moschea con la cupola dorata che si trova vicino. È la Qubbat al-Ṣakhra (Cupola della Roccia), edificata nel 691 dal califfo Omar su quella stessa Pietra di fondazione che esiste ancora oggi. Per la loro grande importanza tutti gli edifici di preghiera sul Monte sono stati identificati dai musulmani come “vietati”: ossia i non credenti non vi hanno accesso.

Un popolo, tante opinioni

Durante tutta la dominazione musulmana (ossia dal VII al XI secolo e poi dalla fine del XI al XX) sul Monte potevano salire soltanto i musulmani. Si trattava di un luogo waqf, ossia appartenente alla comunità religiosa. Questo status si è conversato anche dopo l’instaurazione della dominazione britannica sulla Palestina durante la Prima guerra mondiale. Nel 1921 la Corona trasmise ufficialmente la gestione del luogo sacro all’organizzazione Jerusalem Islamic Waqf. Da allora la gestione amministrativa di tutti i siti è gestita da una direzione laica, mentre le questioni religiose sono competenza del Sommo Mufti di Gerusalemme.
A quel tempo però, negli anni ’20, si discuteva della creazione di uno Stato ebraico e si pensava al ripristino del Tempio di Gerusalemme. I rappresentanti delle due religioni si scontravano continuamente su questo tempo. E la proclamazione nel 1947 dello Stato di Israele sfociò in una guerra. Alla fine la parte orientale di Gerusalemme, unitamente alla Città antica e al Monte del Tempio, passò all’Egitto e alla Transgiordania il cui reggente, il re Abdul I, in qualità di portavoce del profeta Maometto, fu dichiarato guardiano della città sacra. E da allora la dinastia reale giordana degli Hashemiti stanzia risorse sia per la manutenzione delle moschee sul Monte del Tempio sia, ad esempio, per la Basilica cristiana del Santo Sepolcro.
Ma nel 1967 a seguito della Guerra dei sei giorni il controllo su Gerusalemme Est passò a Israele. Sul Monte del Tempio si riservarono migliaia di ebrei e dopo molti secoli in questi luoghi vennero intonate preghiere ebraiche.
Questa situazione ebbe in realtà vita breve. Il sommo rabbino di Israele vietò ai fedeli di salire sul monte (il divieto è in vigore ancora oggi, ma solo formalmente). Le ragioni del divieto sono meramente religiose. Infatti, dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme gli ebrei per secoli si sono dibattuti sullo status del luogo in cui si ergeva. Quanto al Muro del Pianto la situazione è chiara: nei pressi del muro gli ebrei celebrano le loro più importanti cerimonie. Quanto invece al Sancta Sanctorum la situazione è ben diversa: nessuno ad oggi sa dove si trovi con precisione. Nella Bibbia il Tempio di Salomone è descritto con dovizia di particolari, ma non vengono dati riferimenti al sistema metrico contemporaneo. Si utilizza infatti l’unità di misura del cubito le cui equivalenze con il sistema in uso oggi non sono univoche. Ciò significa che qualcuno potrebbe accidentalmente ritrovarsi nella “area vietata” e compiere un peccato capitale.
© Sputnik . Ariel Sporn / Vai alla galleria fotograficaMuro del Pianto
Muro del Pianto - Sputnik Italia, 1920, 30.05.2021
Muro del Pianto
Inoltre, nell’antichità il Tempio di Gerusalemme era visitato soltanto se soddisfatte determinate condizioni quali il lavaggio rituale e l’abbandono delle calzature in pelle. Pertanto, l’Ebraismo non ha una opinione univoca su quali regole vadano seguite, anche alla luce dei realia contemporanei.

“Un tema delicato”

Le controversie nella comunità ebraica hanno provocato anche una presa di decisioni da parte della direzione laica. Subito dopo la Guerra dei sei giorni il Monte del Tempio tornò sotto la gestione giordana. Nel 1994, in esito agli Accordi di Oslo, la sua amministrazione fu poi passata ai palestinesi.
“Anche tutto ciò che, nel perimetro esterno controllato dagli israeliani, incluso il Muro del pianto, è riconosciuto dai fedeli come territorio waqf. Per questo è un tema molto delicato”, spiega lo storico orientalista Mikhail Yakushev che ha lavorato per oltre 20 anni come diplomatico in Medio Oriente.
Secondo Yakushev, il problema risiede nel fatto che questa tipologia di proprietà, dal punto di vista della legge islamica, è considerata inalienabile. Pertanto nessuna autorità si può arrogare alcun diritto sul Monte del Tempio. “È un luogo sacro non solo per i palestinesi, ma per tutti i musulmani”.
© Sputnik . Ariel Sporn / Vai alla galleria fotograficaMuro del Pianto
Muro del Pianto - Sputnik Italia, 1920, 30.05.2021
Muro del Pianto
Da qui nascono i conflitti. E in particolare per i tunnel sotterranei posati ancora durante il regno di Erode. Israele li considera di sua proprietà, pertanto, ad esempio, in uno dei locali i credenti hanno allestito una sala di preghiera dove ci si può recare soltanto 2 volte l’anno. I musulmani la considerano un “attentato all’integrità del luogo sacro”.
Comunque al Muro del Pianto viene concesso l’ingresso a tutti in qualunque momento, tranne in occasione delle maggiori festività giudaiche. Non sussiste nemmeno alcun divieto di preghiera per cristiani e musulmani, ma la preghiera deve essere intonata privatamente e con il capo coperto.
Qualsivoglia grande cerimonia è vietata in questi luoghi, così come avviene sul Monte del Tempio.
Ad ogni modo presto tutto questo potrebbe cambiare. Questo luogo sacro diventerà uno dei temi su cui verteranno le trattative tra Israele e Palestina. Di recente Mahmud Abbas, presidente dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina, ha dichiarato che chiederà a Tel Aviv di vietare completamente agli ebrei di visitare il Monte.
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