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Giordania, intercettazioni svelano tentativo del principe Hamzah di ottenere sostegno contro il Re

© AP PhotoPrincipe giordano Hamzah bin Hussein (destra), con un fratello, il principe Hashem bin Hussein (sinistra), all'apertura del Parlamento a Amman, Giordania, 2006
Principe giordano Hamzah bin Hussein (destra), con un fratello, il principe Hashem bin Hussein (sinistra), all'apertura del Parlamento a Amman, Giordania, 2006 - Sputnik Italia, 1920, 30.05.2021
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Estraniato l'ex principe ereditario giordano Hamzah, che aveva apertamente criticato l'attuale governo per la presunta corruzione e una "rottura governativa", in precedenza giurò lealtà al fratellastro, re Abdullah II e disse che era agli arresti domiciliari per azioni che minavano la stabilità nazionale.
Intercettazioni telefoniche suggeriscono che gli assistenti dell'ex erede giordano, il principe Hamzah, avevano cercato promesse di fedeltà per suo conto da parte di capi tribali ed ex ufficiali militari settimane prima di essere fermato e posto agli arresti domiciliari per le accuse di aver avviato un complotto per destabilizzare il regno.

"Il nostro ragazzo ha preso la decisione di muoversi, promettiamo fedeltà?", una voce in una delle presunte chiamate intercettate è stata citata, come riportato dal Guardian.

I presunti scambi sono avvenuti in tre settimane a marzo, quando funzionari giordani sostengono che Hamzah, primo in linea al trono fino a quando il fratellastro re Abdullah II ha rimosso il suo titolo di principe ereditario nel 2004, ha tentato di raccogliere sostegno per un complotto sovversivo per sfidare il regno del monarca.
Si dice che un incontro intercettato tra figure tribali nel nord della Giordania ha rivelato delle persone discutere su come galvanizzare il sostegno al 41enne Hamzah.
Il termine arabo mubayaa, che implica prestare giuramento a un monarca, è stato citato nelle registrazioni intercettate, causando le preoccupazioni di funzionari dell'intelligence che avevano sorvegliato Hamzah ed i suoi aiutanti.

Accuse di sedizione

Le registrazioni citate sono diventate prove cruciali per il caso caso del governo giordano contro Bassem Awadallah, ex inviato in Arabia Saudita, e Sharif Hassan bin Zaid, cugino del re, accusati di aver agito come intermediari per Hamzah nel fallito tentativo di minare re Abdullah come monarca.
Mercoledì il Guardian ha riferito di funzionari statunitensi che hanno avvertito il General Intelligence Directorate (GID) di Amman della presunta cospirazione sediziosa in una chiamata fatta a marzo.
In seguito, dopo che sia la corte reale che la direzione generale dell'intelligence giordana avevano ricevuto avvertimenti riguardo al presunto complotto di Hamzah, i funzionari sostengono che l'ex principe ereditario cercò di manipolare tre eventi chiave per raccogliere sostegno in suo favore.
"A quel punto Hamzah ha chiesto consigli su come procedere. Gli è stato detto: 'Queste decisioni hanno bisogno di risposte ben ponderate. Quando è il momento, lo saprai'", ha detto un funzionario.

Spaccatura reale

La scandalosa spaccatura reale risale a quando l'ex principe ereditario Hamzah bin Hussein fu messo da parte dal fratellastro Re Abdullah II con la rimozione del titolo nel 2004. Abdullah successivamente conferì il titolo a suo figlio Hussein cinque anni dopo.
All'inizio di aprile, il ministro degli Esteri giordano Ayman Safadi ha riferito che i servizi militari e di intelligence del paese avevano scoperto che Hamzah e i suoi associati, tra cui Hassan bin Zaid, un membro della famiglia reale e inviato in Arabia Saudita, Bassem Ibrahim Awadallah, un consigliere veterano della famiglia reale, insieme a un certo numero di altri individui, erano stati presumibilmente in contatto con agenzie di intelligence straniere anonime per cercare di detronizzare re Abdullah II.
Министр иностранных дел Иордании Айман ас-Сафади - Sputnik Italia, 1920, 04.04.2021
Giordania, ministro degli Esteri spiega motivo dell'arresto del fratello del re Abdullah II
Hamzah fu posto agli arresti domiciliari durante una perquisizione di sicurezza effettuata da ufficiali giordani. In un video pubblicato dalla BBC all'inizio di aprile, Hamzah ha detto di non essere lui il responsabile "del fallimento del governo, della corruzione e dell'incompetenza che è stata prevalente nella nostra struttura di governo negli ultimi 15-20 anni".
Ha anche negato di far parte di qualsiasi cospirazione o gruppo sostenuto dall'estero.
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