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Covid-19 ha ispirato i due fidanzati a mollare il posto fisso e lanciare un progetto culinario

© Foto : Lingfen Hu e Erik ZanottiLingfen Hu e Erik Zanotti
Lingfen Hu e Erik Zanotti - Sputnik Italia, 1920, 30.05.2021
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Può sembrare strano ma la pandemia potrebbe avere anche un risvolto positivo e trasformarsi in un'occasione di realizzare un sogno che uno ha nel cassetto.
Entro giugno a Bologna in via Leandro Alberti dovrebbe prendere vita il progetto culinario internazionale "Ling’s ravioleria migrante", un piccolo bistrot con 10 tavoli, che vuole far passare un messaggio molto chiaro: “gli stranieri sono una risorsa importante per l’Italia”.
I protagonisti di questa storia si chiamano Lingfen Hu e Erik Zanotti e hanno rispettivamente 29 e 30 anni. Lingfen è nata in Cina, cresciuta dai nonni nella provincia dello Zehjiang, a sud di Shanghai. A Bologna è arrivata a 5 anni, dove ha fatto tutte le scuole, fino al liceo, ha fatto studi orientali a Venezia e poi un master in Francia.
© Foto : Lingfen Hu eLingfen Hu
Lingfen Hu - Sputnik Italia, 1920, 30.05.2021
Lingfen Hu
Anche il fidanzato Erik parla sei lingue e nasce in una famiglia italo-francese. Fino a pochi mesi fa entrambi facevano i commerciali occupandosi dell’estero ma il Covid li ha spinto a cambiare la strada e a creare un progetto ambizioso. I ragazzi lo sperano di realizzare tramite una campagna di crowdfunding lanciata su Produzionidalbasso.com.
Per un approfondimento Sputnik Italia ha raggiunto Lingfen Hu e Erik Zanotti.
— Lingfen, con i tempi che corrono molti locali chiudono per la mancanza di liquidità e voi avete deciso di rischiare e di dare vita al nuovo progetto culinario. Cosa vi ha motivato?
— In realtà questo progetto lo avevo in testa già da 5 anni. Noi due avevamo i lavori sicuri nel settore commerciale, prendevamo un buon stipendio. Però non abbiamo mai avuto quella spinta necessaria per mollare tutto, proprio perché eravamo in una posizione “molto avvantaggiata”.
Invece l'anno scorso con il Covid, durante il lockdown, a casa in smartworking mi sono resa conto che stavo sprecando il mio tempo in un lavoro che non mi piace. Nonostante il periodaccio, mi sono detta che la vita alla fine è una sola e bisogna almeno sfruttare questa situazione e provare a fare qualcosa che ti ispira.
— Per realizzare il vostro sogno avete mollato il lavoro fisso che è considerato un lusso irraggiungibile per molti italiani. Direi che sia una scelta molto coraggiosa ma anche rischiosa…
— È un rischio da prendere perché non si possono fare le cose a metà, altrimenti non li farai bene! Ci siamo trasferiti a Bologna da Forlì per aprire il nostro locale e per gestirlo bene dobbiamo essere al 100% presenti, anche perché il mercato bolognese è abbastanza complicato per le persone che vengono da fuori e che non hanno esperienza nell'ambito della ristorazione.
Per portare avanti il nostro progetto mi sono messa a studiare. Ho frequentato la Food Genius Academy di Bologna per professionalizzarmi e per apprendere le tecniche di una cucina di un certo livello. Ho pure seguito uno stage presso un ristorante bolognese.
— Ma per fare questo lavoro uno deve essere davvero molto appassionato… Amavi sempre cucinare?
— Esatto, la cucina è sempre stata la mia passione da quando ero piccola. Ero la più grande di cinque bimbe e preparavo da mangiare a tutta la famiglia. La consideravo come un hobby. Sono poi arrivata al pensiero che se lavori per passione non sentirai mai la frustrazione, la noia e la stanchezza. Ecco perché ho deciso di buttarmi in quest'avventura.
— Quale piatto sarà al centro del vostro menù? I ravioli, immagino?
— Esatto! I capisaldi saranno i ravioli. Uno con gamberi, uno con carne, uno con verdure e uno creativo, che cambierà spesso. Oltre a ravioli, vogliamo introdurre i piatti settimanali che cambieranno in base della stagionalità. Il nostro focus principale sarà la freschezza e l'originalità. Cercheremo di diffondere vari ingredienti che saranno di qualità e più possibile a km zero.
— Che taglio avrà il vostro locale? Come sarà diverso da molti altri che si focalizzano su un mix di culture, cucine e nazionalità? Perché avete deciso sfruttare la parola “migrante” che attira attenzione?
— Abbiamo notato che tutti i locali di questo tipo hanno un oggettivo etnico: cinese, giapponese, indiano, ecc. Visto che il mondo di oggi è altamente cosmopolita e così internazionale, uno non può chiudersi sotto una categoria etnica. Per esempio, io stessa non mi sento né cinese, né italiana. E quindi non posso definirmi con un oggettivo solo.
Ho scelto la parola “migrante” per definire meglio la mia identità. È una parola che può essere associata a qualcosa di molto negativo ma in realtà oggi i “migranti” o gli stranieri possono essere una fonte di ricchezza perché portano il meglio dal loro paese dell’origine e anche da quello che li ospita. Ecco perché la nostra cucina sarà un mix di una cucina cinese e di quella italiana.
Di solito il buon cibo colpisce le persone positivamente. E se loro andranno a scoprire che questi gusti o sapori provengono dai paesi diversi, potrebbe essere un modo per convincerli che la migrazione abbia anche portato qualcosa di buono.
— La vostra iniziativa potrebbe avere anche un valore sociale? Pensate di coinvolgere in qualche maniera gli stranieri che vivono in Italia per “giustificare” il nome del vostro locale?
— Si, certo. Pensavamo di organizzare degli eventi e degli incontri culturali ma anche di assumere personale straniero.
— Il progetto dovrebbe partire fra un po’. Tutto è già pronto? Avete il budget per lanciarlo? A che punto siete con la raccolta fondi?
Il nostro obiettivo è quello di aprire le porte del locale entro giugno. Per ora abbiamo raccolto 3 mila euro, quindi abbiamo superato il 40% perché il nostro target era 8 mila euro. In realtà non ce l’aspettavamo di raggiungere questo risultato, visto che abbiamo vissuto in tanti posti e in realtà non avevamo una grande rete di amicizia in Italia e soprattutto a Bologna. Invece abbiamo notato che le persone sono molto entusiaste per l'apertura del bistrot. Siamo piacevolmente colpiti e aspettiamo tutti voi nel nostro locale!
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