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Alitalia: c’è l’accordo con l’Ue, ma sindacati e dipendenti non hanno certezze

Alitalia - Sputnik Italia, 1920, 30.05.2021
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Tra la Commissione europea e il governo italiano ci sarebbe l’intesa su Alitalia. Le sigle di categoria e i dipendenti però non hanno certezze. Bruxelles chiederebbe riduzioni della forza lavoro e una flotta più che dimezzata. I sindacati, che non sono a conoscenza dei termini dell’accordo, indicono uno sciopero per il 18 giugno.
Sull’eterno dossier Alitalia è stato raggiunto un accordo fra il governo italiano e Bruxelles, ma i sindacati e i dipendenti non hanno tuttora informazioni certe sul destino della compagnia. “Non abbiamo intenzione di accettare licenziamenti”, dicono in coro i leader sindacali, che non sono stati messi a conoscenza dei termini dell’accordo.
Che ne sarà del personale e della flotta? Quali sono i nodi principali del dossier? Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista in merito Fabrizio Cuscito, segretario nazionale della Filt Cgil.
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— Dal governo e dal Bruxelles arrivano notizie su un “accordo” per Alitalia. Fabrizio Cuscito, si tratta di buone nuove o non ci sono ancora certezze?
È positivo che si sia sbloccata la situazione in Europa, però non siamo in grado di dire se ci siano buone notizie perché nessuno è a conoscenza dell’accordo approvato in Europa, noi come organizzazioni sindacali non conosciamo i termini dell’accordo. Se l’accordo contenesse ovviamente dei tagli al personale e all’occupazione per noi sarebbe un accordo negativo.
— Quali sono i nodi principali di questo dossier?
I punti maggiormente problematici sono innanzitutto l’unità dell’azienda, bisogna vedere cioè se le attività di volo, di manutenzione e l’attività di servizi a terra rimarranno nello stesso perimetro aziendale, come vogliamo noi. Altrimenti verrebbe effettuato uno spezzatino delle attività aziendali, cosa che ci vede estremamente contrari.
Poi c’è il problema del numero degli aeromobili che per noi non può essere troppo basso perché essendo una compagnia di bandiera dovrebbe essere in grado di competere con tutte le altre realtà come Lufthansa, Air France, Iberia, BritishAirways, Turkish e Aeroflot. Era emerso un perimetro di circa 50 aeroplani, per noi è insoddisfacente, visto che tutte le altre compagnie hanno più arei.
Ovviamente poi per noi è importante il tema del numero dei dipendenti, per noi è una conseguenza dei primi due problemi. Tutti i lavoratori devono essere tutelati, il costo del lavoro in Alitalia è uno dei più bassi in Europa, parliamo del 16% circa.
— Voi non accetterete dei licenziamenti?
No, noi non accetteremo nuovi licenziamenti, anche perché è un’operazione compiuta dallo Stato e quindi, a nostro modo di vedere, lo Stato ha il dovere di sviluppare queste attività e non può come primo intervento licenziare le persone.
L’Italia è un Paese fortemente basato sul turismo, quindi è un Paese in cui il trasporto aereo è sempre stato in grande sviluppo, a parte gli ultimi anni di pandemia. È corretto che l’Italia abbia una grande compagnia di bandiera. Per questo non si può partire licenziando.
© Sputnik . Мариус Баранаускас / Vai alla galleria fotograficaIl Papa Giovanni Paolo II sta scendendo da un aereo dell'Alitalia all'aeroporto di Vilnius
Il Papa Giovanni Paolo II sta scendendo da un aereo dell'Alitalia all'aeroporto di Vilnius - Sputnik Italia, 1920, 30.05.2021
Il Papa Giovanni Paolo II sta scendendo da un aereo dell'Alitalia all'aeroporto di Vilnius
— Gli stipendi di maggio verranno pagati al 50%. È un precedente preoccupante?
Il discorso degli stipendi è legato al fatto che Alitalia in amministrazione straordinaria ha oramai pochissimi soldi in cassa. Gli ultimi soldi stanziati dal governo non sono ancora arrivati nelle casse di Alitalia, la situazione è drammatica.
Non è possibile che paghino però sempre i lavoratori, che hanno mandato avanti la compagnia questi ultimi quattro anni e ora potrebbero non ricevere lo stipendio. Il governo deve immediatamente risolvere questa situazione.
— Per salvare Alitalia negli ultimi anni sono stati stanziati tantissimi soldi, fra cui anche soldi dei contribuenti. Cosa risponderebbe a chi critica i continui salvataggi di Alitalia?
Dal 2008 al 2017 Alitalia è stata in gestione privata e questo ha fatto grandissimi disastri. Il fatto che siano stati investiti poi dei soldi pubblici è stato fatto perché in 10 anni di gestione privata la situazione è stata disastrosa.
L’investimento pubblico deve essere intelligente. Diversamente da quello che è accaduto negli anni passati lo Stato deve fare delle scelte industriali giuste. Se i soldi vengono spesi in scelte industriali giuste, non figlie di politiche sbagliate, queste risorse saranno allora investite e non buttate.
© Foto : CGIL NAZIONALEPresidio lavoratori Alitalia al MISE
Presidio lavoratori Alitalia al MISE - Sputnik Italia, 1920, 30.05.2021
Presidio lavoratori Alitalia al MISE
— Per il 18 giugno è previsto uno sciopero dei sindacati. Ce ne può parlare?
Il 18 giugno si scende in piazza per tutto il settore, che è stato il primo a fermarsi e sarà l’ultimo a ripartire. È uno sciopero per dire “no” allo sblocco dei licenziamenti nell’intero Paese, ma soprattutto nel settore del trasporto aereo in grave difficoltà.
È uno sciopero per far capire al governo che il settore ha bisogno di aiuto. Il settore ha bisogno di risolvere le grandi vertenze, perché assieme a quella di Alitalia c’è anche quella di Air Italy, Norwegian; vi sono situazioni di grave difficoltà di tutti i servizi aeroportuali, degli handler e dei catering. È un’operazione che il governo deve fare di sistema per salvare il trasporto aereo italiano. È un settore che ha dato tanto al Paese, ma che in questo momento ha bisogno di aiuto.
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