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Tragedia del Mottarone i tre fermati davanti al giudice per convalida fermo

© Foto : Twitter / Corpo Nazionale Soccorso Alpino e SpeleologicoPiemonte, precipita cabina della funivia Stresa-Mottarone
Piemonte, precipita cabina della funivia Stresa-Mottarone - Sputnik Italia, 1920, 29.05.2021
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A Verbania il giudice delle indagini preliminari deve decidere se lasciare in carcere i tre presunti responsabili o se scarcerarli e porli agli arresti domiciliari.
Sono accusati di omicidio colposo plurimo, lesioni colpose, di rimozione dolosa di sistemi di sicurezza e c’è per loro anche il presunto rischio di fuga e di reiterazione del reato, partendo da questa situazione il giudice per le indagini preliminari dovrà decidere questa mattina se porre agli arresti domiciliari, Luigi Nerini, gestore dell’impianto della funivia del Mottarone, il capo servizio Gabriele Tadini e il direttore di esercizio l’ingegnere Enrico Perocchio o farli restare in carcere.
I tre sono in stato di fermo presso il carcere di Verbania da mercoledì scorso, a seguito della caduta della cabina 3 sulla funivia del Mottarone a Stresa, che ha tolto la vita a 14 persone sulle 15 presenti a bordo. Solo Eitan di 5 anni è sopravvissuto ed è in ospedale.
L’unico ad aver ammesso le sue colpe è stato il capo servizio Tadini, che ha detto di aver messo il blocco al freno di emergenza quella mattina come in altre occasioni precedenti. Quella mattina, ha riferito Tadini ai magistrati, aveva avvertito dei rumori sulla cabina 3 ed aveva deciso di mettere il blocco senza avvisare nessun altro, allo scopo di evitare blocchi di servizio.
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In precedenza, per un malfunzionamento dell’impianto, erano entrati in funzione i freni di emergenza anche quando non era necessario che si attivassero e così più volte avevano messo i blocchi.
Ma quella mattina, se non fosse stato messo il blocco, il freno di emergenza avrebbe potuto salvare quelle persone.
Le colpe ricadono anche su Nerini perché è il responsabile dell’impianto, secondo i magistrati non è possibile che Tadini facesse tutto da solo: quale vantaggio ne avrebbe tratto essendo un semplice dipendente?
Per i magistrati, che non hanno ancora ascoltato Nerini e Perocchio, fermare l’impianto avrebbe avuto costi economici, inoltre ritengono che il gestore dell’impianto era quotidianamente coinvolto nelle operazioni di funzionamento dell’impianto e non poteva non sapere.

I precedenti di Nerini e Perocchio

Come riporta il Corriere della Sera, Nerini è il gestore anche dell’impianto di bob estivo Alpyland, dove si sono verificati due incidenti in cui rimasero feriti un operaio ed un utente dell’impianto: anche qui sono in corso indagini.
Per quanto riguarda l’ingegnere Perocchio, è il dirigente anche della funivia del Santuario Nostra Signora di Montallegro a Rapallo. Si fa notare che con “significativa e singolare” coincidenza, dopo l’arresto dell’ingegnere l’impianto è stato fermato e messo in manutenzione. Tuttavia il Comune ha smentito che ci siano legami con quanto accaduto a Stresa.
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