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Lockdown e smart working: un italiano su quattro non supera la prova costume

© Sputnik . Natalia Seliverstova / Vai alla galleria fotograficaTuristi in spiaggia
Turisti in spiaggia - Sputnik Italia, 1920, 29.05.2021
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Secondo un'analisi della Coldiretti il 44 per cento degli italiani è aumentato di peso durante il lockdown. Tra i segreti per rimettersi in forma c'è la dieta mediterranea.
Lockdown, palestre chiuse e smart working hanno avuto effetti nefasti sulla “prova costume”. Secondo un’analisi della Coldiretti un italiano su quattro, il 25 per cento, quest’anno non l’ha superata.
Durante i mesi di chiusura, infatti, secondo l’organizzazione, gli italiani sono aumentati di peso in media di due chili, complice la crescita dei consumi a tavola e la riduzione dell’attività fisica. Una condizione, questa, che secondo l’organizzazione riguarda il 44 per cento della popolazione.
Oltre un italiano su due, infatti, secondo l’indagine elaborata dal Crea Alimenti e Nutrizione, ha smesso di fare sport o ha diminuito il tempo dedicato all’attività sportiva.
In vista del ponte del 2 giugno, dove secondo l’associazione si metteranno in viaggio verso le spiagge della Penisola almeno 9 milioni di persone, e della stagione estiva ormai alle porte, in molti si sono posti l’obiettivo di perdere i chili in eccesso.
Tra le diete raccomandate, secondo la Coldiretti, c’è senza dubbio quella mediterranea. Via libera quindi a “frutta, verdura, pane, pasta, extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari”.
Un regime alimentare premiato anche dal Best diets ranking dell’americano U.S. News & World’s Report’s, che nel 2020 ha incoronato la nostra dieta come la migliore al mondo davanti alla dash e alla flexariana.
La dieta mediterranea, ricorda infatti la Coldiretti, ha “effetti positivi sulla longevità e benefici per la salute, tra cui proprio la perdita e il controllo del peso, oltre a salute del cuore e del sistema nervoso, prevenzione del cancro e delle malattie croniche, prevenzione e controllo del diabete”.
Il risultato ottenuto al Best diets ranking, continua l’associazione, è “una risposta ai bollini allarmistici e a semaforo fondati sui componenti nutrizionali che alcuni Paesi, dalla Gran Bretagna al Cile alla Francia, stanno applicando su diversi alimenti della dieta mediterranea sulla base dei contenuti in grassi, zuccheri o sale”.
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