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La variante indiana fa tremare il Regno Unito: "Si diffonde tra i vaccinati con una sola dose"

© AP Photo / Matt DunhamЖенщина в медицинской маске и плакат с призывом соблюдать социальную дистанцию на фоне скульптуры британского скульптора Дэвида Маха Out of Order в Лондоне, Великобритания
Женщина в медицинской маске и плакат с призывом соблюдать социальную дистанцию на фоне скульптуры британского скульптора Дэвида Маха Out of Order в Лондоне, Великобритания  - Sputnik Italia, 1920, 29.05.2021
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Crescono i casi di coronavirus nel Regno Unito e il governo ora pensa a rimandare le riaperture. Lo studio del Publich Health England: "La variante indiana si diffonde tra i vaccinati con una sola dose".
Il Regno Unito potrebbe dover compiere “scelte difficili”, aveva detto a metà maggio il premier britannico Boris Johnson, quando la diffusione della variante indiana del Covid minacciava le riaperture del prossimo 21 giugno. Due giorni fa, da Downing Street, BoJo è tornato ad affermare che proprio il ceppo mutato del virus scoperto nel Maharashtra potrebbe costringere il governo di Londra “ad aspettare”.
Venerdì c’è stato un nuovo picco nelle infezioni, con 4,182 nuovi casi confermati. Il numero più alto mai registrato dal primo di aprile. Il numero totale delle infezioni sale così a 20,765 nell’ultima settimana, secondo i dati diffusi dal governo e ripresi dall’Associated Press, in aumento del 24 per cento rispetto alla settimana precedente.
Il 75 per cento dei nuovi contagi è dovuto proprio alla variante indiana, che ora sembra davvero più trasmissibile di quella inglese. Per questo alcuni scienziati parlano già di terza ondata.
I critici del governo di Boris Johnson puntano il dito contro i ritardi nell’imporre l’isolamento a tutte le persone di ritorno dall’India. Sotto accusa, però, c’è anche la decisione di somministrare il maggior numero possibile di prime dosi per immunizzare almeno parzialmente una fascia più ampia possibile di popolazione e far fronte alla carenza di vaccini. È l’impostazione seguita anche nel nostro Paese.
Un recente studio del Public Health England, citato dal Corriere della Sera, evidenzia però come i principali vaccini in commercio, quello della Pfizer-BioNTech e di Astrazeneca, sono davvero efficaci contro la variante indiana soltanto dopo la somministrazione della seconda dose.
Con una sola iniezione, infatti, la copertura contro la variante indiana scenderebbe al 33 per cento. Finora in Gran Bretagna il 58 per cento della popolazione ha ricevuto almeno una dose di Comirnaty o Vaxzevria, mentre il 35 per cento è stato immunizzato totalmente.
Per questo nel Paese è scattata la corsa contro il tempo per vaccinare tutti con la seconda dose. “I dati mostrano che la somministrazione di entrambe le dosi è assolutamente vitale”, ha ribadito anche il ministro della Salute, Matt Hancock.
Il trend di diffusione della nuova mutazione del virus, però, sta rimettendo in discussione tutto. La scorsa settimana il governo britannico aveva allentato parzialmente le restrizioni, consentendo a ristoranti e pub di riprendere il servizio al chiuso, per poi prepararsi a dire addio a tutte le misure restrittive a partire dal prossimo 21 giugno.
Di fronte alla curva in crescita, però, la data "x" potrebbe essere rivista. Una decisione in proposito, fanno sapere da Londra, verrà presa il prossimo 14 giugno.
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