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Così i sindaci italiani parteciperanno alla ricostruzione dei comuni libici

© account Twitter Commissario VarhelyiDi Maio a Tripoli con Commissario Ue
Di Maio a Tripoli con Commissario Ue - Sputnik Italia, 1920, 29.05.2021
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L'iniziativa dell'Anci coinvolge sette città italiane e si inserisce nei progetti di cooperazione tra Italia e Libia. I sindaci aiuteranno i colleghi libici a gestire ed ammodernare anagrafe, bilancio e patrimonio.
Daranno consigli ai colleghi libici su come realizzare progetti per recuperare i beni culturali e archeologici delle città, su come gestire il patrimonio immobiliare, organizzare i registri anagrafici e predisporre i bilanci. È questo l’obiettivo della missione di sette sindaci italiani che nei giorni scorsi sono volati a Tripoli per mettere in piedi un network di collaborazione per ricostruire decine di città distrutte da oltre dieci anni di scontri.
A guidare la delegazione è il presidente del Consiglio nazionale dell’Anci, Enzo Bianco, ex primo cittadino di Catania, intervistato da Repubblica. È ripartito ieri da Tripoli assieme ai primi cittadini di Padova, Parma, Rimini, Livorno, Bari e Palermo, nel giorno dell’arrivo del ministro degli Esteri Luigi Di Maio nella capitale libica.
L’iniziativa, ha fatto sapere Bianco, coinvolgerà 25 comuni libici. “Il Paese e le città sono ancora in condizioni drammatiche ma hanno cominciato a respirare di nuovo, senti subito il desiderio di tornare a vivere, di tornare alla normalità”, ha detto al quotidiano. I comuni, ha poi aggiunto, possono avere un ruolo da protagonisti nel “processo di pace in corso”.
Ai sette primi cittadini che hanno deciso di mettersi in gioco per trasferire conoscenze e know how ai colleghi libici, ce ne sono altri che se ne aggiungeranno in futuro. In programma ci sono “webinar da remoto”, ma anche visite nel nostro Paese per seguire dei veri e propri stage.
Un modello già sperimentato dall’Anci ad Erbil, nel Kurdistan iracheno, e in Siria. In Libia la priorità, oltre a ricostruire luoghi simbolo, come la galleria della Medina di Tripoli, sarà quella di ammodernare l’anagrafe, che oggi consente di registrare soltanto i cittadini libici.
L’obiettivo, invece, è quello di includere anche chi arriva nel Paese dagli altri Stati africani per imbarcarsi verso l’Europa. Grazie all’aiuto degli enti locali italiani, inoltre, i sindaci libici impareranno a “gestire il patrimonio immobiliare”, prima appannaggio del governo centrale, e a mettere a punto il bilancio dell’amministrazione.
Passa anche da iniziative come questa, quindi, la stabilizzazione del Paese e il controllo dei flussi migratori che attraversano lo Stato che si affaccia sul Mediterraneo centrale. Non a caso, al centro dell’incontro di ieri tra il nostro ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, l’omologo maltese, Everist Bartolo, il Commissario dell'Unione Europea per il Vicinato e l'Allargamento, Olivér Virhelyi e il nuovo premier libico Dbeibah, c’è stato proprio il nodo della messa in sicurezza del confine sud del Paese.
Su questo il governo libico ha chiesto maggiori risorse all’Europa. È lì, secondo le autorità tripoline, che bisogna contrastare i trafficanti di uomini. “Abbiamo discusso – ha detto Di Maio, citato dall’Associated Press – di come rafforzare la nostra collaborazione nel contrasto all’immigrazione illegale e come monitorare i confini marittimi adottando strategie di breve e lungo termine”. Discussioni che proseguiranno lunedì, quando il premier libico arriverà in visita ufficiale a Roma.
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