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Continua l’evoluzione: com’è cambiato il corpo umano in 100 anni?

© Sputnik . Wladimir PesnyaLa rivoluzione della protesi? Le ossa create dalla stampante
La rivoluzione della protesi? Le ossa create dalla stampante - Sputnik Italia, 1920, 29.05.2021
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Nell’uomo moderno si registra molto spesso la presenza di un’arteria mediana nel braccio e una crescita sempre meno frequente dei denti del giudizio rispetto ai nostri antenati. Questo è quanto hanno stabilito alcuni esperti australiani.
Altri ricercatori hanno scoperto che nello scheletro umano sarebbero presenti nuove ossa. Ciò significa che il nostro corpo è in continua evoluzione. In questo approfondimento vediamo in che modo ci stiamo evolvendo.

Una nuova arteria

All’inizio della gravidanza tutti gli embrioni umani vedono la formazione dell’arteria mediana nell’area del futuro avambraccio. Il suo compito è fare sì che il sangue scorra nel centro degli arti in fase di formazione per nutrirli. Di norma, verso l’ottava settimana dello sviluppo embrionale quest’arteria regredisce e viene sostituita dalle arterie brachiale e ulnare.
Tuttavia, non sempre è così. Già a metà del XVIII secolo alcuni medici osservarono in determinati casi la mediale rimane per tutta la vita dell’uomo. Questo avveniva, secondo le loro stime, non oltre il 10% dei casi.
Alcuni scienziati australiani hanno deciso di aggiornare quei dati e hanno analizzato i corpi di 78 uomini e donne defunti di età compresa tra 51 e 101 anni. È emerso che negli ultimi 25 anni l’arteria mediana è presente in un numero sempre maggiore di soggetti. Gli esperti l’hanno rilevata in 26 soggetti, ossia circa il 33,3% del totale osservato. E la maggior parte di questi è nata dopo il 1940.
Comparando i dati ottenuti con i risultati di 47 studi precedenti, gli scienziati sono giunti alla conclusione che il numero di soggetti recanti questa arteria supplementare è cresciuto del 20% nell’ultimo secolo. Se si conserverà questa tendenza, già tra 80 anni si osserverà la presenza dell’arteria mediana nella maggior parte della popolazione.
Il meccanismo di regressione della mediana nell’embrione è regolato da particolari geni. Ciò significa che sono occorsi cambiamenti nel funzionamento di determinati filamenti del DNA: questo è sintomo del fatto che l’uomo continua ad evolversi. Ad ogni modo i vantaggi legati alla presenza di una arteria in più sono più che gli svantaggi. Ad esempio, un’arteria può fungere da “canale di emergenza” in caso di traumi alle arterie ulnare o brachiale.

Denti in estinzione

Un altro rilevante segnale del perdurante processo evolutivo dell’uomo è l’assenza dei denti del giudizio in circa il 20% degli europei. Sempre più spesso gli esperti non osservano nei pazienti alcuna traccia di questi molari. E se anche ci sono, non assumono una posizione corretta o non spuntano totalmente dalle gengive. Questo fenomeno si ascrive in una tendenza evoluzionistica generale legata probabilmente al mutamento del modo in cui mangiano. Questo è quanto hanno dedotto i ricercatori americani, australiani e scandinavi.
Infatti, il processo di trasformazione in Homo sapiens è di per sé una storia di riduzione della dentatura umana. Infatti, i nostri antenati possedevano grandi molari nell’area posteriore della mandibola: questo consentiva loro di masticare a lungo cibi molto duri.
Circa 2,6 milioni di anni fa la dieta umana si fece sempre più varia: infatti, ai vegetali si aggiunse la carne. Dopo 2 milioni di anni l’uomo imparò a domare il fuoco e a cuocere il cibo. Il tempo di masticazione di ridusse drasticamente, le dimensioni di mandibola e denti diminuirono e i molari posteriori (ossia i denti del giudizio) cominciarono a non essere più necessari.
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Questa tesi è stata confermata in via sperimentale dagli scienziati dell’Università di Harvard. Questi ultimi hanno selezionato diverse decine di volontari adulti e li hanno suddivisi in gruppi. Alcuni mangiavano carne, altri patate dolci, altri ancora carote e barbabietole. Gli alimenti non venivano cucinati affatto oppure in maniera irrilevante. Gli scienziati hanno calcolato quanta forza utilizzavano i volontari per masticare i diversi alimenti.
Gli autori dello studio hanno calcolato che il passaggio da una dieta solo vegetale ad una dieta onnivora ha ridotto il tempo di masticazione del 17% con un contestuale defaticamento del 26%. Pertanto, le dimensioni della mandibola e dei denti si ridussero gradualmente. In futuro, secondo gli scienziati, i molari posteriori potrebbero scomparire del tutto perché essenzialmente inutili.

Scoperto un nuovo osso

Negli ultimi 150 anni i medici rilevano nei pazienti la presenza della fabella (un ossicino che copre posteriormente l’articolazione del ginocchio) con una frequenza di 3,5 volte superiore. Quest’osso era un grande ingombro per i nostri antenati poiché riduceva la flessibilità dell’articolazione. Dunque, era presente in pochissimi esemplari.
Ora invece, secondo gli esperti, la rotula necessita di una protezione ulteriore: infatti, l’altezza e il peso medi sono aumentati facendo crescere anche il peso che gli arti devono sostenere. Quindi, si è reso necessario questo osso.
L’uomo moderno in media si nutre meglio di quanto facevano i nostri antenati di 100-150 anni fa. L’uomo oggi è più alto e pesante e questo ha causato lo sviluppo di gambe più lunghe e di muscoli gastrocnemi più lunghi. A sua volta questo ha incrementato la pressione sul ginocchio.
Questa è la conclusione a cui sono giunti i ricercatori dell’Imperial College di Londra i quali hanno analizzato oltre 21.000 soggetti di 27 Paesi che recano la fabella. È emerso che, mentre all’inizio del secolo scorso quest’ossicino era presente circa nell’11,2% della popolazione, nel 2018 i soggetti che lo avevano si è attestato già al 39%. Secondo gli scienziati, se si conserva questa tendenza, fra soli 100 anni la maggior parte delle persone sul pianeta avranno la fabella.

Siamo diventati più freddi

Un altro importante cambiamento occorso negli ultimi 150 anni è la riduzione della temperatura corporea. Come rilevato dagli scienziati dell’Università di Stanford, in questo lasso temporale l’uomo si è raffreddato di circa 0,4°C.
Gli esperti hanno analizzato i dati raccolti tra il 1862 e il 2017 e hanno appurato che a partire dal 1860 la temperatura media corporea si è ridotta di 0,003-0,0043° all’anno. Quindi, gli uomini nati negli anni 2000 sono di 0,59° più freddi rispetto a quelli nati all’inizio del XIX secolo. Mentre la temperatura corporea delle donne contemporanea è di 0,32°C inferiore rispetto a quelle nate a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Questi valori non sono mutati rispetto all’indice di massa corporea, all’altezza o all’etnia dei partecipanti allo studio.
Secondo i ricercatori, le spiegazioni potrebbero essere diverse. Anzitutto in 150 anni l’uomo è diventato nel complesso anche più sano grazie al progresso della medicina e al miglioramento della qualità della vita. Ciò significa che la probabilità di sviluppare infiammazioni con contestuale aumento della temperatura corporea oggi è in media inferiore rispetto a quanto accadeva a coloro che vissero nel secolo scorso o in quello precedente.
In secondo luogo, il raffreddamento del corpo umano è probabilmente legato alle comodità del nostro quotidiano. I condizionatori e i sistemi di riscaldamento mantengono tutto l’anno all’interno dei locali una temperatura atmosferica più o meno costante. Di conseguenza, l’organismo non ha bisogno di utilizzare ulteriore energia per regolare la sua temperatura interna.
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