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Presidente Microsoft avverte: Il ‘1984’ di Orwell potrebbe diventare il ‘2024’ senza controlli IA

© Foto : Pixabay / Gerd AltmannL'intelligenza artificiale
L'intelligenza artificiale - Sputnik Italia, 1920, 28.05.2021
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Il presidente della Microsoft, Brad Smith, durante un’intervista televisiva ha avvertito che se i legislatori non riusciranno a implementare rigide norme sulla tecnologia dell'intelligenza artificiale, la vita potrebbe presto rispecchiare la realtà distopica rappresentata nel "1984" di Orwell.
Il famoso romanzo di George Orwell, iniziato a scrivere nel 1948, intitolato ‘1984’, è il classico esempio letterario di fantascienza politica e distopica. ‘Psicopolizia’, ‘psicoreato’, ‘bipensiero’, ‘neolingua’, ‘grande fratello’, solo alcune delle espressioni coniate in quel romanzo utilizzate ancora oggi e anzi sempre più popolari.
Il romanzo descrive un mondo in cui la sorveglianza di massa diventa conseguenza e a sua volta causa di un regime dispotico e totalitario. L’aumentare delle capacità tecnologiche applicate appunto alla sorveglianza, non fanno che sempre più ricordare a molti proprio quel visionario romanzo scritto più di settant’anni fa e sempre più attuale.
Il presidente della Microsoft durante un'intervista al programma Panorama della BBC One, ha sostenuto che gravi conseguenze potrebbero emergere nel prossimo futuro se la regolamentazione del governo non soddisfarà i crescenti sviluppi della tecnologia AI.
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"Ricordo costantemente le lezioni di George Orwell nel suo ‘1984’... parlava di un governo che poteva vedere tutto ciò che tutti facevano e sentire tutto ciò che tutti dicevano in continuazione", ha detto Smith durante il programma. "Beh, non è successo nel 1984, ma se non stiamo attenti potrebbe accadere nel 2024".
Il programma della BBC per la verità partiva dall’esplorazione dall’uso che dell’intelligenza artificiale viene fatto in Cina, puntando il dito più sulle attività del grande concorrente geopolitico che non su quelle di casa propria, non sono tuttavia mancati momenti di sincera autocritica come quando è stato preso in esame il caso Sonwden e quello dei monitoraggi Google Maps sulla posizione degli utenti.
Le pratiche di sorveglianza degli Stati Uniti avevano iniziato ad essere prese di mira nel 2013, solo dopo le rivelazioni dall'ex appaltatore della National Security Agency Edward Snowden, che denunciò la sorveglianza incostituzionale dei tabulati telefonici e di Internet degli americani e non solo.
Nel 2018, gli Stati Uniti hanno poi subito un altro duro colpo quando migliaia di dipendenti di Google hanno preso posizione contro il coinvolgimento del gigante della tecnologia nel progetto Maven, un'iniziativa approvata dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti per utilizzare l'intelligenza artificiale per studiare le immagini in modo che tale tecnologia potesse essere utilizzata per migliorare gli attacchi dei droni sul campo di battaglia.
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Più recentemente un'indagine dell'Associated Press ha rilevato che il servizio di Google Maps continuava a monitorare le posizioni degli utenti anche dopo la disattivazione della funzione.
Il Programma della BBC guarda tuttavia con timore soprattutto alle attività della Cina che ha in programma di divenire il leader mondiale nell'intelligenza artificiale entro il 2030. In effetti, la Cina ha già battuto gli Stati Uniti nel 2019 in quanto a brevetti per l'innovazione AI in varie istituzioni accademiche.
La Cina ha poco più della metà dei 770 milioni di telecamere a circuito chiuso del mondo, secondo i dati raccolti dalla società di ricerca Comparitech. Il secondo paese più sorvegliato al mondo rimane gli Stati Uniti.
Regno Unito, Singapore e l'Australia completano i primi cinque paesi con un'ampia tecnologia di sorveglianza di massa in uso attivo.
Smith ha sottolineato durante il programma che "se non promulgiamo le leggi che proteggeranno il pubblico in futuro, finiremo per essere scavalcati dalla tecnologia e poi sarà molto difficile recuperare”.
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