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Fiom, Tibaldi: “L’Italia deve ripartire dal lavoro, non dai licenziamenti”

© Foto : Marco MerliniFiom
Fiom - Sputnik Italia, 1920, 28.05.2021
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Lo stop al blocco dei licenziamenti ha mobilitato lavoratori e sindacati che sono scesi in piazza a protestare. Dopo il presidio a Roma di giovedì dei lavoratori Whirlpool Napoli, i sindacati Cgil Cisl e Uil hanno manifestato in maniera unitaria per la tutela del lavoro davanti a Montecitorio.
L’impatto della pandemia sull’occupazione potrebbe essere durissimo, con circa 1,3 milioni di posti di lavoro perduti a fine 2021, secondo le stime di Confindustria-Cerved elaborate in un report pubblicato questo venerdì. L’effetto potrebbe essere amplificato dallo stop al blocco dei licenziamenti in scadenza il 30 giugno per le grandi imprese e il 31 ottobre per le altre.
Per i lavoratori di Whirlpool la fine della proroga minaccia un epilogo indesiderato della vertenza. Dall’altro lato i sindacati protestano perché le imprese avranno la libertà di licenziare nonostante l’immissione senza precedenti di fondi l’Italia riceverà con il Recovery Fund.
A conclusione della manifestazione unitaria a Montecitorio di Cgile, Cisl e Uil contro il provvedimento di sblocco, Sputnik Italia ha raggiunto telefonicamente la segretaria nazionale Fiom, Barbara Tibaldi, protagonista della vertenza Whirlpool Napoli, per un’intervista.
- Quali saranno le conseguenze dello sblocco dei licenziamenti nel mondo del lavoro?
- La conseguenza sarà una liberalizzazione dei licenziamenti che permetterà di speculare sulla vita delle persone. Non si esce dalla crisi, non si dà un segnale di speranza al Paese gettando nella disperazione migliaia di lavoratori.
Si darà la possibilità di licenziare non solo alle aziende che stanno chiudendo ma anche a quelle multinazionali che licenziano per guadagnare di più, speculando su quei lavoratori che hanno sostenuto il Paese lavorando in piena pandemia.
L’Italia deve ripartire dal lavoro, non dai licenziamenti.
- In particolare sui lavoratori Whirlpool segnerà un epilogo indesiderato della vertenza?
- Con lo sblocco Whirlpool avrà la possibilità di aprire una procedura di licenziamento a Napoli, mentre assume e fa lavorare interinali negli altri stabilimenti, nonostante abbia aumentato i suoi guadagni.
Licenziare i lavoratori dell’elettrodomestico come quelli di Whirlpool o come quelli di Elica, per esempio, significa sacrificare l’occupazione per aumentare i profitti.
La situazione surreale è che siamo a rischio minaccia di licenziamenti nonostante nel 2020 l’azienda abbia aumentato i volumi del 30%.
© Foto : CgilManifestazione Whirlpool Napoli a Roma 27 maggio 2021
Manifestazione Whirlpool Napoli a Roma 27 maggio 2021 - Sputnik Italia, 1920, 28.05.2021
Manifestazione Whirlpool Napoli a Roma 27 maggio 2021
-Voi cosa chiedete al governo?
-Chiediamo una proroga del blocco dei licenziamenti e l’apertura di un confronto che individui gli strumenti alternativi. Da un lato, per quelle aziende e settori che hanno un’effettiva crisi, deve individuare ammortizzatori sociali, strumenti di formazione che consentano di trovare un altro posto di lavoro per le persone.
Dall’altro lato nei settori che invece stanno crescendo e sulla base della loro strategicità, deve consentire di intervenire con politiche industriali anche di filiera. O si ragiona sul futuro e si danno strumenti anche per affrontare problemi dell’immediato oppure ci ritroveremo nella barbarie e questo porterà le persone a protestare. E se succederà, noi scenderemo in strada con loro.
-Lei ieri nella piazza dei lavoratori Whirlpool non ha escluso tensioni sociali. E’ possibile uno sciopero generale?
-Abbiamo in mente di scioperare e presidiare le piazze. quale sarà lo strumento non lo abbiamo ancora deciso, se scioperi di settore o territoriali. Noi non staremo zitti.
-In un’intervista rilasciata oggi a La Stampa il segretario generale della Cisl ha escluso lo sciopero generale perché ritiene che sia il momento del confronto. Alla luce di queste dichiarazioni ritiene che scelta di scendere in piazza a protestare sarà condivisa con gli altri sindacati o no?
-Io ho imparato nella mia esperienza che c’è una sola cosa che tiene uniti i sindacati: i lavoratori. Quindi se ci saranno risposte per i lavoratori non ci saranno tensioni. Se le risposte invece mancheranno saranno gli stessi lavoratori a chiedere di lottare. Se qualcuno sceglierà di non dare una risposta a quella richiesta dovrà renderne conto ai lavoratori.
-I sindacati Cgil, Cisl e Uil sono scesi in piazza a Montecitorio per una manifestazione unitaria. Quali sono le impressioni che ha avuto?
-Devo dire che nell’elenco degli interventi fatti, i delegati hanno raccontato da un lato crisi e problemi e dall’altro la totale incapacità della politica a costruire risposte.
Questo dà il senso di un Paese surreale, dove c’è qualcuno che canta una canzone che dice che va tutto bene perché riaprono i bar e le spiagge, mentre dall’altro c’è qualcuno che testimonia che vengono giù interi pezzi e nessuno ha la capacità di fare da guida.
Io non dico che lo Stato deve essere più autorevole delle multinazionali – anche se lo penso – ma se maneggi una quantità di denaro da distribuire più grande di quella che il Paese ha mai visto nell’ultimo secolo, un po’ di autorevolezza per esigere che ci siano impegni nel nostro Paese dovrà esserci, no?
Il bisogno espresso da tutti i delegati che hanno parlato in piazza, indipendentemente dall’appartenenza, era sempre lo stesso: ridare dignità al lavoro, proteggere il lavoro delle persone.
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