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Di Maio: “Chiedo scusa a Uggetti, mai più gogna mediatica”

© AP Photo / Pool / Yiannis KourtoglouLuigi Di Maio ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale
Luigi Di Maio ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale - Sputnik Italia, 1920, 28.05.2021
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Il ministro degli Esteri ed ex capo politico del M5S chiede scusa per aver contribuito alla gogna mediatica che travolse l’ex sindaco di Lodi, Simone Uggetti, arrestato nel 2016, costretto alle dimissioni e assolto nei giorni scorsi con formula piena.
In una lettera pubblicata oggi su Il Foglio, Luigi Di Maio chiede scusa a Uggetti, esponente del Pd arrestato nel 2016 con l’accusa di turbativa d’asta e assolto nei giorni scorsi perché “il fatto non sussiste”. All’epoca dei fatti, Uggetti venne travolto da una campagna mediatica molto dura, mentre la sua assoluzione è passata quasi sotto traccia sui media.

Le parole di Di Maio

"Le scrivo la seguente lettera perché è giusto che in questa sede io esprima le mie scuse all’ex sindaco di Lodi e rivolga a lui e alla sua famiglia i migliori auguri per l’esito di un caso giudiziario nel quale il dottor Uggetti, con forza, tenacia e dolore è riuscito dopo anni a dimostrare la sua innocenza”.

L’ex capo politico del M5S afferma di ricordare bene i giorni in cui la notizia dell’arresto di Uggetti portò diversi partiti italiani a chiederne le dimissioni, sottolineando che nello stesso periodo erano in corso le campagne elettorali per le amministrative a Roma, Torino, Napoli, Milano e Bologna.

“Anche io contribuii ad alzare i toni e a esacerbare il clima. Sul caso Uggetti fu lanciata una campagna social molto dura a cui si aggiunse il presidio in piazza, con tanto di accuse alla giunta di nascondere altre irregolarità”.

Tutte le forze politiche avevano il diritto di chiedere le dimissioni del sindaco, ha sottolineato oggi Di Maio, "ma campagne social, sit-in di piazza, insinuazioni, utilizzo di frasi al condizionale che suonano come indicative, con il senno di poi, credo siano stati profondamente sbagliate".
Al ministro preme "non essere frainteso", dicendosi "fortemente convinto che chi si candida a rappresentare le istituzioni abbia il dovere di mostrarsi sempre trasparente nei confronti dei cittadini, e che la cosiddetta questione morale non possa essere sacrificata sull'altare di un cieco garantismo".

"Il punto qui è un altro e ben più ampio, ovvero l'utilizzo della gogna come strumento di campagna elettorale".

La reazione di Uggetti

"Spero e credo che questo ravvedimento sia sincero", ha detto Uggetti al Tg3, auspicando che "possa essere utile alle tante persone che sono state linciate o additate prima che si accertassero i fatti".

"Sicuramente è stato utile per me e per la mia famiglia, perché Di Maio ha ringraziato anche la mia famiglia e mi ha fatto piacere".

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